Moody's ha sempre ragione a declassare le nazioni quando si trovano in difficoltà? | Notizie.it
Moody's ha sempre ragione a declassare le nazioni quando si trovano in difficoltà?
Economia

Moody's ha sempre ragione a declassare le nazioni quando si trovano in difficoltà?

L’agenzia Moody’s, l’agenzia che fa tremare tutte le nazioni capitaliste per le sue valutazioni in campo economico, e ancora una volta il mirino si concentra in Europa e taglia il rating sul debito sovrano della Grecia da “Ba1” a “B1” e il governo greco reagisce con un forte risentimento di sdegno. L’agenzia ha tagliato il giudizio sul debito greco di tre livelli, fino a “B1”, con un rimarcato outlook negativo, segnalando possibili ulteriori ribassi nel medio periodo.
Infatti, secondo Moody’s, i provvedimenti di risanamento e consolidamento del debito Greco sono «molto ambiziose», risultano notevolmente insufficienti, nonostante i notevoli passi avanti compiuti finora da Atene.
L’agenzia intravede in questa difficoltà di rilancio, dei problemi strutturali legati al Paese per via delle entrate che risultano deboli e insufficienti, a causa delle incertezze sul nuovo Fondo europeo di salvataggio che sarà attivo dal 2013. Sarah Carlson, capo analista di Moody’s per la Grecia, ha spiegato che «ci sono difficoltà per quanto riguarda la riscossione delle imposte, sebbene l’aumento e la conseguente riscossione dell’Iva sia migliorata».

Inoltre rileva che «ci sono aspettative alquanto modeste per quanto riguarda le misure anti-evasione fiscale, anche se contribuiscono, ma la crescita per il 2010 e tutto il 2011 è scesa al di sotto delle aspettative». Il giudizio negativo riflette anche le preoccupazioni sul futuro sostegno dell’Unione europea e delle istituzioni internazionali.
Il governo greco è in una fase delicata perché sta cercando di allacciare un intesa con i suoi partner dell’Eurozona, per dilatare ulteriormente la scadenza dei suoi 110 miliardi di euro che gli sono stati concessi dal Fondo monetario internazionale e dall’UE, per ridurre il tasso di interesse particolarmente oneroso, pari al 5,2 per cento.
Moody’s ha messo all’indice anche la possibilità di poter avere delle perdite per che ha dei fondi obbligazionali, nel caso in cui il debito della Grecia venga ristrutturato nuovamente.
Immediate le reazioni del ministero delle Finanze greco che con una durissima nota di protesta, trasmessa anche a Bruxelles, ha reagito alla disposizione fatta da Moody’s. La protesta di Atene dichiarava che «l’abbassamento del rating annunciato da Moody’s oggi è completamente ingiustificato e non riflette una valutazione oggettiva ed equilibrata delle condizioni che la Grecia sta al momento affrontando». Non solo, per il ministero delle Finanze greco «la tempistica e la natura del taglio sono incomprensibili e sollevano una serie di domande». La decisione di Moody’s dimostra «l’assenza di responsabilità» dell’agenzie di rating. Atene punta il dito contro il fatto che l’analisi compiuta da Moody’s «si concentra solo sui rischi al ribasso e, sebbene menzioni i progressi significativi compiuti dalla Grecia nella messa in atto del programma di consolidamento fiscale e riforme strutturali, in realtà non li prende in considerazione nella sua analisi dell’impatto al rialzo sull’economia».
Secondo i servizi del ministero diretto da titolare del dicastero George Papaconstantinou la scala e i rischi connessi al programma di riforme economiche, legati agli aiuti Ue-Fmi, «erano ben noti sin da maggio 2010», quando la Grecia ha firmato l’accordo con Bruxelles e Washington. Anche la Commissione europea ha fatto sentire la sua voce e per bocca del portavoce, Amelia Torres, ha reagito al taglio del rating. «Noi non commentiamo le valutazioni delle agenzie, ma abbiamo la nostra valutazione di quello che succede in Grecia e sull’avanzamento del programma di risanamento finanziario e delle riforme strutturali, che è ben noto», ha commentato il portavoce dell’Unione Europea.
Gli esperti della Commissione UE, della Banca centrale europea e del Fondo monetario internazionale, hanno avuto riscontri positivi, confermando il rispetto degli impegni presi da Atene nel risanamento dei conti pubblici a cui sono condizionati gli aiuti UE – FMI sino al 2013.
Finora gli aiuti previsti da Bruxelles sono avvenuti nei tempi concordati, e hanno condizionato la conduzione del governo socialista di George Papandreou che si è visto costretto a mettere in atto misure austere che obbligano il popolo greco a pesanti sacrifici per risanare il debito,

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