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Moody’s punta il dito su Regione, Provincia e Comune di Bologna
Cronaca

Moody’s punta il dito su Regione, Provincia e Comune di Bologna

22 amministrazioni pubbliche in tutta Italia rischiano l’abbassamento del rating

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Un possibile downgrade del rating per i tre enti inseiriti in una lista di 22 amministrazioni pubbliche locali (regioni, province e comuni).
Gli altri enti sono le province autonome di Trento e Bolzano, le regioni Basilicata, Liguria, Lombardia, Marche, Sicilia, Toscana, Umbria e Veneto, le province di Arezzo, Firenze, Genova, Milano e Torino, i comuni di Firenze, Milano, Siena e Venezia.

    Il vicesindaco Emilia Giannini sostiene che “E’ l’Italia intera sotto osservazione, non sono i singoli Comuni. Sotto la lente d’ingrandimento non è il bilancio del Comune di Bologna. Moody’s ha deciso di porre sotto osservazione il rating assegnato all’Italia perché all’elevato debito pubblico si associano fattori che da troppo tempo impediscono a questo Paese di crescere”.
    Laconico il Governatore Vasco Errani ”Siamo la Regione meno indebitata d’Italia, abbiamo un governo dei conti assolutamente virtuoso, trasparente. Del resto, le Regioni che sono state messe sotto osservazione sono quelle la cui qualità è più elevata”.

MA CHI E’ ‘STA’ MOODY’S? (n.d.r.)

Da un po’ di tempo siamo investiti di paroloni come downgrade, pigs, agenzie di rating… Chi sono queste divinità che si arrogano il diritto di sparlare di interi stati e metterli alla fame?
Scherzi a parte, li chiamano Trinità i castigatori invisibili Moody’s, Standard & Poor’s e Fitch che danno il voto definitivo a stati, società e mutui con effetti disastrosi e guadagni stratosferici.

Visto che a debiti l’intero pianeta è messo bene, in pratica noi ci indebitiamo e loro incassano.
Proprio Moody’s, quotata a Wall Street, nel 2009 ha guadagnato 680 milioni di dollari, gli anni precedenti di più. La sorellastra è Fitch, l’unica mezza europea, di milioni di dollari ne ha guadagnati solo 151.
Ma, chi controlla i controllori?
La misera Fitch ha due grandi azionisti: Fimalac, holding francese, e Hearst, editori americani.
Grande azionista di S&P è McGraw-Hill, sempre editori americani, e tanti altri gestori di fondi o meglio “funds”.
Pare che il 13,4% del capitale di Moody’s (fonte Reuters) sia di proprietà della Berkshire Hathaway di Warren Buffet, l’oracolo di Obama, e terzo uomo più ricco del mondo secondo Forbes. Segue con il 10,5% Fidelity, tra i più grossi gestori di fondi del mondo, insieme a tanti altri compratori e venditori di titoli.
Ma dunque, se sono così ricchi, perché ce l’hanno col mondo? O sono così ricchi proprio perché ce l’hanno col mondo?
Viene il sospetto che quando puntano il dito sul mappamondo non siano del tutto disinteressati, visto che svolgono attività di banca di investimenti e pertanto del rating potrebbe beneficiarne proprio la banca per attività speculative o addirittura per acquistare corporation di valore a basso costo.
E poi, come mai questi Padreterni non hanno previsto la crisi USA del 2008?

Non ci è stato chiarito, ma almeno abbiamo appurato che si tratta di entità care all’amministrazione americana.

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