"Morirò domani?": Jose Enrique e la paura del tumore
“Morirò domani?”: Jose Enrique e la paura del tumore
Calcio

“Morirò domani?”: Jose Enrique e la paura del tumore

José Enrique

"Anche se il dottore ti dice 'tranquillo, è solo un tumore' tu non gli credi, e ti chiedi 'morirò domani?"

L’ex difensore del Liverpool e del Newcastle si confessa alla BBC, rivelando le sue paure in merito alla battaglia contro il cancro. “Anche se il dottore ti dice ‘tranquillo, è solo un tumore’ tu non gli credi, e ti chiedi ‘morirò domani?’ “. Sono queste le parole dell’ex calciatore Argentino che si è sottoposto a un intervento chirurgico a maggio. Si è operato infatti al cervello, in una zona delicata, che gli avrebbe potuto costare la vista. Il tumore che l’ha colpito è raro, e i medici dicono che potrebbe averlo contratto fin da piccolo, 20-25 anni fa. “Mi ha cambiato la vita” dice il trentacinquenne, ormai ritiratosi dalle scene calcistiche per diventare agente.

La scoperta

José si trovava a Londra per incontrarsi con il manager del Brighton, Chris Hughton. Ed è qui che avverte i primi sintomi. La luce nella stanza inizia a dargli fastidio. Il giorno dopo gli viene il mal di testa e ci vede doppio.

Capisce che c’è qualcosa che non va. “Ricordo che mi trovavo all’ospedale con la mia compagna Amy e tremavo. Non ho mai tremato così tanto in vita mia” afferma Jose alla BBC.

Dopo diversi accertamenti, gli viene diagnosticato il cordone. è un tumore raro che solitamente attacca le ossa alla base del cranio e alla spina dorsale. In questo caso invece gli è stato trovato dietro l’occhio sinistro. Per questo per un po’ ha perso la vista di un occhio. “Ciò che mi ha spaventato di più, è stata la paura concreta di poter morire. Insomma ho 32 anni, sono sempre stata una persona in salute. è stato uno shock per me!”.

L’operazione e le cure

Jose è stato ricoverato presso una clinica a Valencia, anche se l’operazione non è stata semplice, visto che il tumore si era attaccato a una arteria. Gli ex compagni di squadra Philippe Coutinho, Lucas Leiva, Luis Suarez e Pepe Reina hanno mandato messaggi di ringraziamento al chirurgo.

Ma non è ancora finita. Infatti in autunno Enrique si dovrà recare a Parigi per sottoporsi a 35 sedute di radioterapia.

“Subito dopo l’operazione, devo dire è stata dura. Ho passato 24 ore in cure intensive, e per 5 giorni sono dovuto rimanere a letto senza muovermi. Prendevo delle pillole per dormire. Non ho potuto mangiare per i primi giorni e non potevo utilizzare il bagno da solo”. Tutte cose che l’ex calciatore, che conta 127 apparizioni nel Newcastle e 99 nel Liverpool, non avrebbe mai immaginato gli sarebbero potute succedere.

Jonas Gutierrez e il tumore ai testicoli

Anche all’ex compagno di squadra Jonas Gutierrez, era stato diagnosticato a ottobre 2013 un tumore ai testicoli. E Jose prende forza proprio da Gutierrez, che l’ha incoraggiato a tener duro e a non mollare mai: “Guardo a lui come un modello positivo. Gli ho detto che mi sembrava in ottima forma, persino migliore di quando giocava nel Newcastle”. “Penso che questo tumore mi ha reso una persona diversa, migliore”.

Pronto a combattere

Enrique infine conferma di rimanere positivo in merito alla sua diagnosi e all’operazione, e ringrazia innanzitutto la sua compagna Amy.

Senza di lei non sarebbe riuscito ad attraversare i momenti difficili. Come personaggio pubblico infatti, è abituato a trovarsi sotto pressione dai fans e dai media. Questo gli ha permesso di affrontare in maniera diversa e con una maggiore consapevolezza, la malattia. ”

Avere una vita privilegiata non vuol dire essere immuni alle difficoltà della vita. Per questo quando mi sveglio ogni mattina, ringrazio Dio che sono qui, e che posso vivere ancora un’altro giorno”. Jose infatti afferma di aver imparato a godere a pieno ogni momento, perché potrebbe essere l’ultimo. “Come giocatore di calcio, ti trovi dentro una bolla. Nel Liverpool è incredibile come trattano i giocatori. Per 24 ore al giorno e 7 giorni su 7, qualcuno is prende cura di te. Ma io sono un essere umano.”

“Ora apprezzo molto di più ogni giorno che ho” conclude l’ex calciatore, il quale no si da per vinto, ma che continua a combattere a denti stretti.

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