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Morta Nabi Tajima, la donna più anziana del mondo

La donna aveva 117 anni ed era giapponese.

nabi tajima

Nabi Tajima, la donna più anziana del mondo, è morta per cause naturali sabato mattina in Giappone verso le otto di sera- ora locale-. Nabi Tajima era nata il 4 agosto del 1900: è mancata quindi all’età di 117 anni, 8 mesi e 17 giorni. La donna era ricoverata in un ospedale della città di Kikai, nella prefettura di Kagoshima. La località si trova nella parte meridionale delle quattro isole nipponiche. Nabi ha avuto sette figli e due figlie. Nella sua lunga vita Nabi Tajima ha generato oltre 160 discendenti e ha visto i suoi nipoti crescere fino alla quarta generazione.

I più longevi

Nabi Tajima è diventata la donna più longeva del mondo dopo la morte di Violet Mosses-Brown; quest’ultima si è spenta nel settembre 2017 a 117 anni e 189 giorni.

Violet ha vissuto sempre nella stessa casa in Jamaica, aveva lavorato come coltivatrice della canna da zucchero e ha avuto sei figli, quattro dei quali ancora in vita. Prima di lei, la persona più anziana del mondo era l’italiana Emma Morano, morta a Verbania nell’aprile del 2017, a 117 anni e 137 giorni. Era nata a Civiasco, in provincia di Vercelli, il 29 novembre del 1899. Anche lei, come Violet, ha perso dei figli, la sua primogenita in particolare: l’età avanzata fa vivere anche anche forti dolori. Dopo la scomparsa di Nabi Tajima, la donna più anziana si trova sempre in Giappone. Si chiama Chiyo Yoshida, di 116 anni. Abita nella prefettura di Kanagawa, a sud di Tokyo.

Anche l’uomo più longevo, Masazo Nonaka, è giapponese e ha 112 anni.

Le cause della longevità

Secondo i dati dell’Organizzazione Mondiale della Sanità, i giapponesi sono la popolazione più longeva al mondo. L’aspettativa di vita è infatti molto alta: 87 anni per le donne e 80 per gli uomini. Un altro dato interessante riguardo lo stato di salute dei nipponici. Fino ai 75 anni, in media, frequentano molto poco ospedali, cliniche e case di cura. Le malattie cardiovascolari sono ridotte dell’80% rispetto all’America, i tumori del 40% e l’osteoporosi è molto meno diffusa. Una delle causa di tale longevità è l’alimentazione: alcuni cibi- quali le alghe, il polpo e i calamari e il tofu- sono a basso rischio per quanto riguarda il colesterolo, l’arteriosclerosi e il cancro allo stomaco.

Alimenti come pesce e verdura, a basso contenuti calorici e non consumati in porzioni eccessivamente abbondanti, sono alla base della longevità dei giapponesi. C’è un’altra ragione, di natura psicologica, ed è il cosiddetto yuimaru: il senso di appartenenza, la sensazione di essere utili alla propria comunità, la voglia di fare nonostante il passare degli anni. Chiara Ruini, professore associato di psicologia clinica presso l’Università di Bologna, intervistata da La Repubblica ha illustrato i vantaggi sulla salute che derivano dall’avere un obiettivo, anche minimo, nella vita. “Molte ricerche documentano come le persone che hanno degli obiettivi nella vita hanno anche profili biologici, ormonali e persino anti-infiammatori più sani-ha spiegato Ruini- Insomma, c’è una correlazione documentata a livello internazionale tra aspetti esistenziali, migliori condizioni di salute e di conseguenza longevità”.

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