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Morte Diana Pifferi: nel biberon nessuna traccia di tranquillanti

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Nel biberon di Diana Pifferi non è stata rinvenuta nessuna traccia di tranquillanti. A breve il processo alla madre Alessia, a Milano.

Nel biberon di Diana Pifferi non è stata rinvenuta nessuna traccia di tranquillanti.

A breve il processo alla madre Alessia, a Milano.

Morte Diana Pifferi: nel biberon nessuna traccia di tranquillanti

Nel biberon che era accanto al corpo di Diana Pifferi non è stata trovata alcuna traccia di benzodiazepine, ossia di tranquillanti. Questo è quanto emerso dalla perizia, effettuata con la formula dell’incidente probatorio.

La perizia è stata richiesta dai difensori della madre di Diana, Alessia Pifferi, ovvero gli avvocati Solange Marchignoli e Luca D’Auria.

Ancora la madre è in carcere dal 21 luglio, ed è imputata per omicidio volontario aggravato.

La morte di Diana Pifferi

La piccola Diana Pifferi sarebbe morta di stenti, dopo essere stata lasciata sola per sei giorni dalla madre Alessia.

All’inizio si sospettava che la madre avesse riempito il latte del biberon con dei tranquillanti, probabilmente l’EN trovato in casa. 

Nonostante l’esito positivo sui capelli, contenenti tracce di benzodiazepine, gli unici riscontri sono stati la presenza di paracetamolo “verosimilmente attribuibile ad una somministrazione del farmaco alla bimba“, segnala la perizia.

E del materiale compatibile con quello ritrovato nel lettino e nelle analisi medico legali, che dimostra la sofferenza della bimba in quei giorni in cui è stata abbandonata.

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Al processo la madre di Diana Pifferi

Nonostante l’assenza di questa prova, Alessia Pifferi rimane in carcere.

A breve partira il processo in Corte d’Assise, previsto entro la fine di febbraio.

I pm Francesco De Tommasi e Rosaria Stagnaro chiederanno il processo con rito immediato per la 37enne.

La donna rischia la condanna all’ergastolo. 

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