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Morte madre e figlia: ipotesi omicidio-suicidio

Ipotesi omicidio-suicidio ai Castelli Romani. A Cecchina, alle porte di Roma, una madre ha ucciso la figlia 18enne è poi si è tolta la vita.

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Omicidio-suicidio ai Castelli Romani. Una madre 43enne avrebbe ucciso la figlia 18enne alle porte di Roma e poi si sarebbe suicidata. E’ quanto ipotizzano le forze dell’ordine dopo aver ritrovato ieri sera i cadaveri delle due donne. La tragedia è avvenuta a Cecchina, un comune tra Albano Laziale e Ariccia, alle porte di Roma.

Sul luogo erano intervenuti i vigili del fuoco per spegnere un incendio divampato in un appartamento, molto probabilmente appiccato dalla 43enne prima di togliersi la vita.

Madre e figlia litigano

Saliha Marsli, 43enne di origina marocchina, era arrivata a Cecchina da circa 4 anni. Nel Comune tra Albano Laziale e Ariccia, alle porte di Roma, si era trasferita con la figlia Yasmine Seffahi, oggi 18enne. Le due però vivevano già da tempo in Italia.

La ragazza infatti era nata a Biella. La madre di Yasmine faceva piccoli lavori saltuari, come la badante e la baby sitter. Il padre della 18enne invece lavora in Spagna, sembra come ambulante.

Stando alle prime testimonianze, madre e figlia litigavano spesso ma nessuno si era allarmato perché le discussioni non era mai sfociate in atti di violenza. Ieri sera, però, per motivi ancora da accertare, la 43enne colta da un probabile raptus si sarebbe scagliata contro la figlia fino a colpirla mortalmente.

La donna non deve però aver retto a quanto appena compiuto, lanciandosi poco dopo dalla finestra del quarto piano dell’appartamento in cui viveva con la figlia.

Ipotesi omicidio-suicidio

Nella serata di domenica, i vigli del fuoco sono stati allertati per un incendio divampato in via Francia a Cecchina. Quando sono giunti sul posto, però, hanno subito capito che il rogo molto probabilmente era stato appiccato, forse per non far scoprire ciò che era appena successo in casa.

Una volta entrati nell’appartamento, infatti, i pompieri hanno trovato all’ingresso il corpo senza dita di Yasmine. La giovane era stata colpita, apparentemente, una sola volta all’alltezza della gola.

Mentre i vigili del fuoco tentano di estrarre la salma della 18enne, non ancora carbonizzato, e di spegnere le fiamme, i vicini lanciano un nuovo allarme. Nel terrazzo condominiale difatti è stato trovato il cadavere della madre di Yasmine, la 43enne Saliha Marsli. A quel punto, le forze dell’ordine cominciano a temere che si sia trattato di un omicidio-suicidio, anche se il movente non è ancora chiaro.

Stando alle ricostruzioni degli inquirenti, la donna al cumine di un litigio avrebbe afferrato un coltello da cucina e sferrato un unico fendente contro la figlia 18enne. La ragazza sarebbe morta poco dopo, probabilmente dissanguata. E’ forse allora che la madre, capendo cosa aveva fatto, ha pensato di farla finita. Prima di gettarsi dal quarto piano, però, la donna ha imbevuto con del liquido infiammabile degli stracci. La 43enne avrebbe quindi appiccato il fuoco in casa, partito dalla camera da letto, e poi si è lanciata nel vuoto.

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