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Morto Angelo Licheri, “l’uomo ragno” che si calò nel pozzo del Vermicino per salvare Alfredino Rampi

Angelo Licheri, l'uomo che si calò nel pozzo del Vermicino nel tentativo di salvare Alfredino Rampi, è morto all'età di 77 anni.

Angelo Licheri morto

Addio a Angelo Licheri, ribattezzato come “l’uomo ragno” per essere stato colui che, quarant’anni fa, si è calato per 60 metri nel pozzo artesiano per cercare di salvare Alfredino Rampi. Scelto per la sua bassa statura, l’uomo era riuscito a raggiungere il bambino fino a toccarlo senza purtroppo riuscire a riportarlo in superficie.

Ospite in una casa di riposo della provincia di Roma da otto anni a causa di una invalidità legata al diabete, se n’è andato all’età di 77 anni.

Angelo Licheri morto

Licheri si trovava costretto sulla sedia a rotelle e negli ultimi anni ha ricevuto diverse visite dei giornalisti interessati ad ascoltare la sua storia. In più occasioni ha raccontato quegli attimi in cui era riuscito a raggiungere Alfredino, salvo poi perderlo, che lo hanno segnato per sempre.

Il bambino era a 64 metri di profondità, gli ho tolto il fango dagli occhi e dalla bocca e ho cominciato a parlargli dolcemente“, aveva spiegato.

Il piccolo non riusciva a rispondere ma Angelo l’ha sentito rantolare e per lui era quella la sua risposta. Quando smetteva di parlare rantolava più forte, come per dirgli di continuare a parlare che riusciva a sentirlo. Poi il tragico epilogo: “Dopo vari tentativi andati a vuoto, l’ultimo che ho fatto è stato prenderlo per la canottierina, ma appena hanno cominciato a tirare ho sentito che cedeva.

E allora gli ho mandato un bacino e sono venuto via“.

Angelo Licheri morto: chi era

Sardo originario di Gavoi, all’epoca dei fatti di Vermicino Licheri aveva 37 anni, era padre di tre bimbi piccoli e faceva il fattorino per una tipografia a Roma. Dopo aver visto in tv la diretta sulle operazioni di salvataggio, la sera del 12 giugno si era recato sul luogo della tragedia per tentare di salvare il bambino offrendosi di calarsi nel pozzo data la sua magrezza: “Al capo dei Vigili del Fuoco ho detto: sono piccolo, fatemi scendere.

Lui mi ha detto che ero troppo emotivo e avevo qualche malattia e qualche problema. Al che l’ho interrotto e gli ho detto: ‘Senta, io sto benissimo, voglio solo scendere“.

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