×

Morto Angelo Lo Piccolo, il gigante che guardò la spalle a Falcone

Morto Angelo Lo Piccolo, il gigante che guardò la spalle a Falcone: entrato in Polizia a poco più di 20 anni era stato nel servizio scorte e nei Falchi

Angelo Lo Piccolo

Polizia di Stato e mondo della legalità in lutto, è morto Angelo Lo Piccolo, il gigante che guardò la spalle a Giovanni Falcone: l’ispettore superiore della Squadra Volanti della Questura di Palermo ha perso la sua battaglia contro un male incurabile nella giornata di domenica 20 settembre.

I media locali e le note social di chi conosceva ed amava Angelo dicono che il poliziotto di ferro ha tenuto fede alla sua fibra ed al suo piglio guerriero e che ha “lottato come un leone” per quasi due anni. Purtroppo e malgrado quella determinazione eccezionale Angelo alla fine non è riuscito a sconfiggere il male

Morto il “gigante buono” Angelo Lo Piccolo: lascia una moglie e due figli

Il gigante della Squadra Volanti della Polizia è morto a 60 anni ed ha lasciato una moglie, due figli, centinaia di amici e l’intero corpo della Polizia di Stato orfano di uno degli uomini più rappresentativi del 113.

Lo Piccolo aveva avuto una carriera ricca e lunghissima, con ruoli e compiti che avevano intersecato la storia italiana e gli anni più bui e duri della lotta al crimine. Era passato dal servizio scorte a quello del team motociclistico “Falchi” ed alle volanti dopo essere entrato in polizia a poco più di 20 anni. 

Addio ad Angelo Lo Piccolo, il gigante morto dopo una carriera eccezionale

Lo Piccolo era stato anche  uno degli agenti della scorta del giudice Falcone.

A fine carriera era diventato l’uomo al comando della sala operativa della squadra Volanti della Questua di Palermo, poi a dicembre 2020 era andato in pensione. Tutte le qualità di Lo Piccolo sono condensate nei ricordi della Questura del capoluogo siciliano. 

Le parole della Questura dopo che il super poliziotto Angelo Lo Piccolo è morto

Eccoli. “Ispettore Superiore sempre sorridente ma di grande fermezza, uno sportivo, un amante della vita sana, che ha sempre messo il suo cuore in tutto quello che ha fatto.

Ha lottato come un leone per quasi due anni contro una malattia feroce, che non è mai riuscita a togliergli il sorriso”. E ancora, a mesta chiosa di quel commosso ricordo: “Il ricordo della sua voce e del suo sguardo gentile accompagnerà tutti i colleghi della Questura di Palermo, che oggi abbracciano la moglie Marilisa e i loro due figli“.

Contents.media
Ultima ora