'Un morto sulla coscienza': sms del docente ai suoi alunni
‘Un morto sulla coscienza’: sms del docente ai suoi alunni
Cronaca

‘Un morto sulla coscienza’: sms del docente ai suoi alunni

francesco parillo

Francesco Parillo, condannato in primo grado per violenza sessuale, ha mandato un messaggio ai suoi ex studenti prima di suicidarsi.

Francesco Parillo, professore universitario condannato per molestie, si è suicidato. Prima di togliersi la vita ha inviato questo sms agli studenti che lo avevano denunciato: “Come vi sentite con un morto sulla coscienza?”. Il contenuto del messaggio è stato rivelato dal Messaggero. Parillo, docente di Anatomia degli animali domestici presso l’Università di Matelica, è stato condannato, in primo grado, a 3 anni di reclusione per violenza sessuale. E’ morto a 53 anni, ingerendo un mix letale di farmaci.

La reazione degli ex alunni

Le accuse contro Parillo sono state rivolto da sei studenti. Tre di loro si sono costituiti parte civile durante il processo. Questi ragazzi hanno ricevuto l’ultimo messaggio del professore e ne sono rimasti profondamente scossi. Tutta la vicenda ha avuto ripercussioni sulla loro vita; uno studente ha anche lasciato l’università per il trauma riportato. Alessandro Mariani, il legale che segue alcuni dei ragazzi, è stato contattato dal Messaggero. L’avvocato ha commentato: “La morte è un epilogo drammatico che entra nella testa del professore al di là della sentenza, ma solo per una sua problematica psicologica.

E’ triste per questa persona, ma ho detto ai miei clienti di non sentirsi responsabili. Non voglio che da vittime questi studenti, agli occhi del mondo universitario dove ancora gravitano, appaiano come dei carnefici“. L’avvocato Stefano Mengucci, che tutela il giovane che ha abbandonato gli studi, afferma che “(…) avevamo denunciato il professore perché venisse allontanato dall’Università, perché la smettesse di infastidire i ragazzi, per ‘salvare’ altri studenti. Il mio cliente è molto dispiaciuto, non voleva certo che finisse così”. Il legale Mengucci ha aggiunto, sempre parlando con il Messaggero,che il suo assistito “conosceva da tempo il professor Parillo e per lui è stato difficile sporgere denuncia, ma ha pensato di fare la cosa giusta per evitare ad altri le stesse cose capitate a lui”.

La condanna

Parillo è stato condannato il 23 aprile per fatti risalenti al biennio 2011/13: sei alunni della facoltà di Veterinaria affermano di aver subito molestie dal professore. Il tribunale di Macerata ha assolto il docente dalla accusa di concussione, ma non da quella di violenza sessuale. Parillo si è sempre proclamato innocente e, durante il processo, ha dichiarato: “Mai avuto contatti sessuali con gli studenti”. Nel maggio del 2015 è stato sospeso dall’insegnamento, in attesa dell’esito del procedimento giudiziario.

Il suicidio

Il giorno dopo la sentenza, i suoi legali- Gianmarco Russo e Francesco Copponi- chiamano più volte Parillo al telefono, ma il professore non risponde. Allarmati, i due avvocati avvisano i carabinieri e i vigili del fuoco. Le squadre di soccorso entrano nella casa del professore e lo trovano in stato d’incoscienza. Pur essendo trasportato d’urgenza verso l’ospedale di Camerino, i farmaci assunti in grandi quantità sono letali. Le analisi del sangue infatti hanno rilevato l’alta presenza di oppiacei. L’uomo si è suicidato. Non è stata inoltre disposta l’autopsia.

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