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Morto Gino Strada, le battaglie del fondatore di Emergency: dall’ex Jugoslavia al dramma dei migranti

Dalle guerre in Jugoslavia alla fondazione di Emergency: Gino Strada ha dedicato tutta la vita alla difesa di diritti umani e persone in difficoltà.

morto Gino Strada

Ha dedicato la sua vita agli altri, lottando per il riconoscimento e la tutela dei diritti umani e difendendo i più deboli e le persone in difficoltà. È morto a 73 anni Gino Strada: in 25 anni, il padre di Emergency ha curato più di 11 milioni di persone e costruito ospedali e posti di primo soccorso in 18 Paesi.

Quali sono le battaglie della più famosa ONG italiana.

Morto Gino Strada, le battaglie di Emergency

Diplomato al Liceo classico Carducci, poi laureato in Medicina e Chirurgia all’Università degli Studi di Milano. Si è specializzato in chirurgia d’urgenza, che applicherà all’assistenza dei feriti di guerra nel 1988. Negli anni Ottanta si specializza in chirurgia cardiopolmonare negli Stati Uniti, per poi indirizzarsi verso la chirurgia traumatologica e la cura delle vittime di guerra.

Negli Usa ha lavorato alle università di Stanford e Pittsburgh, nel Regno Unito all’Harefield Hospital, fino al Groote Schuur Hospital di Città del Capo (Sudafrica), l’ospedale del primo trapianto di cuore di Christiaan Barnard. Dal 1989 al 1994 ha lavorato con la Croce Rossa Internazionale di Ginevra, impegnandosi in prima persona in Pakistan, Etiopia, Tailandia, Afghanistan, Perù, Gibuti, Somalia e Bosnia-Erzegovina. Da questa esperienza nasce Emergency, fondato proprio nel 1994 da Gino Strada, la moglie Teresa e un gruppo di colleghi e amici.

Con Emergency, associazione indipendente e neutrale nata per portare cure medico-chirurgiche di elevata qualità e gratuite alle vittime delle guerre, delle mine antiuomo e della povertà, Strada è attivo per la prima volta in Ruanda, dilaniata dal dramma del genocidio. Poi la ONG arriva in Cambogia e in Afghanistan, portando avanti nell’arco di sette anni diversi progetti.

In particolare, un Centro chirurgico per le vittime di guerra ad Anabah, nella Valle del Panshir.

Nel 2005 Emergency ha aperto il Centro Salam di cardiochirurgia, in Sudan: si tratta del primo Centro di cardiochirurgia totalmente gratuito in tutto il continente africano. L’associazione di Gino Strada è presente in Sierra Leone dal 2001, dove il fondatore si è recato nel 2014 per l’emergenza Ebola.

Morto Gino Strada, la battaglia sui migranti

Durante tutta la sua attività e fino a prima che la morte lo strappasse dall’affetto dei suoi cari, Gino Strada ha lottato in difesa dei migranti. 

In molti ricorderanno le battaglie intraprese dal fondatore di Emergency con i governi di molti Paesi, tra i quali l’Italia. Intervenuto sulla gestione dei flussi migratori e della necessità di accoglienza, Strada ha sempre mostrato il suo appoggio alle ONG che operano nel Mar Mediterraneo in difesa dei migranti, aiutandoli e garantendo assistenza sanitaria. Tra il 2018 e 2019 si è spesso scontrato con il primo governo Conte, soprattutto con l’ex ministro dell’Interno Matteo Salvini. Parlando del leader della Lega, infatti, aveva detto: “Vanta l’elemento più caratteristico del fascismo, cioè il razzismo”.

Morto Gino Strada, gli obiettivi di Emergency

Come dichiarato da Rossella Miccio, presidente di Emergency, la ONG è attiva anche nella lotta all’emergenza coronavirus. “Curare, formare, informare, proteggere, includere: queste sono state le parole chiave che ci hanno guidato nel ridefinire il nostro impegno quotidiano in risposta alla pandemia”.

In Afghanistan, Iraq, Italia, Uganda, Sudan, Eritrea, Sierra Leone, Yemen, Emergency offre cure gratuite e di alta qualità nei nostri ospedali, posti di primo soccorso, centri sanitari, centri pediatrici, centri per la riabilitazione, centri di maternità, centri di eccellenza, ambulatori e ambulatori mobili.

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