Movida, vertice in prefettura per stabilire l'utilizzo dei volontari dei carabinieri
Movida, vertice in prefettura per stabilire l’utilizzo dei volontari dei carabinieri
Genova

Movida, vertice in prefettura per stabilire l’utilizzo dei volontari dei carabinieri

Movida

Oggi è la giornata della decisione in prefettura per tutelare la Movida del Centro Storico di Genova. L'assessore Garassino è presente. Assente il sindaco Bucci

Oggi in Procura si svolge la riunione del Comitato provinciale per l’ordine e la sicurezza. Presente l’assessore comunale alla Sicurezza e al Centro Storico, Stefano Garassino. La motivazione della riunione ha origine da dubbi sull’utilizzo di volontari della associazione carabinieri.

Movida, la sicurezza

L’ordinanza del 28 ottobre, con l’allungamento dell’orario di apertura dei locali fino alle 3 di notte, ha visto il previsto intervento delle forze della polizia municipale. I presidi non sono stati svolti come da regola e a tutt’oggi v’è la presenza di un piano interforze nelle zone strategiche del Centro Storico di Genova, che peraltro non era stato illustrato dall’amministrazione comunale del Prefetto.

Alcuni messaggi inviati da Palazzo Spinola a palazzo Tursi, quindi, hanno messo in luce tale mancanza di trasparenza sull’operatività della sicurezza per la Movida nei Carruggi.

Garassino, proprio per questo motivo, venerdì scorso si è costretto a vedersi bloccare l’impiego dei volontari dell’Associazione nazionale carabinieri.

Tale intervento è stato fortemente criticato da parte del sindacato di polizia Siap poiché reputato una sorta di mere “ronde camuffate”.

Questa mancanza di sicurezza tanto decantata ad ottobre, ha suscitato il malessere generale dei residenti della zona volendo così incontrarsi ieri a Palazzo Tursi col sindaco Marco Bucci e i capi gruppo del consiglio comunale.

In questo caso l’assessore Garassino, nonostante le deleghe, si è dato assente rilasciando queste parole: “Gli abitanti scontenti della Movida volevano raggiungere e incontrare il sindaco che ha firmato l’ordinanza”.

L’assessore, esponente tra l’altro de la Lega, ha oltremodo glissato sulla decisione dei consiglieri comunali del Carroccio di rinviare la mozione sul controllo del Comune ai privati che mettano a disposizione immobili per l’accoglienza dei profughi.

La Lega, con l’esponente capogruppo del partito Lorella Fontana, ha dichiarato a proposito:

“Abbiamo deciso di rinviarla per discuterne con il resto della maggioranza”. Pare, però, che la volontà di non discutere al momento e di non mettere in votazione il documento della mozione suddetta sia anche quella propria del sindaco.

Motivo? Molto probabilmente avrebbe fatto riaccendere il fuoco interminabile delle tensioni in materia di immigrazione.

Materia che è stata in tutti questi mesi messa ad ardere per questioni politiche, per interessi economici, per sfogo puramente personale. Un tema, questo, che dovrebbe essere sgombro da sgambetti alla risoluzione del problema. Problema che si è tramutato nei mesi in prese di posizioni sterili per operare la giusta soluzione.

A Calais, in Francia, esiste a tutt’oggi una situazione inumana, a causa proprio dei centri di accoglienza di immigrazione. Difatti sempre più spesso i bambini diventano vittime di abusi causati in larga parte dalla mancanza di strutture ricettive adeguate e tutori legali che li indirizzino nell’iter di ricongiungimento con le famiglie. L’Unicef in merito spiega: “A meno che non venga intrapresa un’azione immediata il problema si ingrandirà ulteriormente, e i bambini non accompagnati diventeranno ancor più vulnerabili.

Allontanare il problema non deve più essere una soluzione”.

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