Musei Capitolini: i più belli da visitare
Musei Capitolini: i più belli da visitare
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Musei Capitolini: i più belli da visitare

musei capitolini

Musei capitolini, tra i più belli e ricchi al mondo per varietà espositiva. Luoghi in cui è possibile toccare con mano la storia.

musei capitolini
I Musei capitolini costituiscono la principale struttura museale civica di Roma e fanno parte del “Sistema dei musei in comune” ed utilizzano una superficie espositiva di circa 13.000 m² nella storia sede di piazza del Campidoglio. Aperti al pubblico nell’anno 1734, sotto Clemente XII, sono considerati il primo museo pubblico al mondo, inteso come luogo dove l’arte fosse fruibile da tutti e non solo dai proprietari.

Musei capitolini cosa vedere

Per visitarli si possono ipotizzare vari percorsi a partire da Palazzo dei Conservatori, splendido edificio cinquecentesco realizzato, come l’antistante Palazzo Nuovo, su progetto di Michelangelo. I musei Capitolini sono tra i più belli del mondo e le collezioni comprendono statuaria antica, una pinacoteca e dei resti archeologici incredibili. Il fascino irresistibile dell’antico ammalia i visitatori che accorrono in grandi numeri quotidianamente. Solo visitando i Musei capitolini si può entrare appieno nel cuore della classicità e comprendere quanto le civiltà di un tempo siano affascinanti e moderne al tempo stesso.
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Già nel cortile di Palazzo dei Conservatori si rimane impressionati dai giganteschi frammenti della statua dell’imperatore Costantino.

Al primo piano dei Musei Capitolini si è subito catturati dagli imponenti affreschi di una delle sale più note, quella degli Orazi e dei Curiazi, realizzata su ispirazione delle storie leggendarie della città di Roma dal Cavalier d’Arpino a fine Cinquecento. Si prosegue arrivando nella nuova ala costruita per congiungere Palazzo dei Conservatori con Palazzo Caffarelli, che conserva raccolte di preziose monete, medaglie, gemme, gioielli ed uno spazio dedicato alle mostre temporanee. Qui, nello storico Giardino Romano, sono stati trovati i resti del grandioso tempio dedicato a Giove Capitolino; ospita anche la sala con la statua originale di Marco Aurelio a cavallo (visibile in copia al centro di Piazza del Campidoglio).

Da visitare assolutamente è la Pinacoteca Capitolina, con capolavori come il San Sebastiano di Guido Reni, la pala per Santa Petronilla del Guercino, il Battesimo di Cristo di Tiziano ed il Caravaggio con La buona ventura ed il San Giovanni Battista. Attraverso la Galleria Lapidaria (cioè preposta all’esposizione delle antiche epigrafi latine e greche), si raggiunge il Tabularium, archivio di stato romano, dal quale si gode una splendida ed emozionante vista su tutto il Foro Romano.

Nella Galleria Lapidaria è anche conservata la misteriosa urna di Agrippina Maggiore. Nel Palazzo Nuovo è possibile ammirare la Venere Capitolina, l’Amazzone di tipo capitolino, il Galata morente ed i ritratti degli imperatori di Roma.
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Andando via non si può non passare da Marforio, il dio fluviale che decora la fontana del cortile, una delle famose statue parlanti di Roma che, insieme a Pasquino, regalava ai Romani satire pungenti contro i potenti del tempo: i versi anonimi, scritti su dei cartelli, venivano attaccati di notte sul dorso di queste statue a simbolo del popolo e della sua libertà.
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La loro nascita viene fatta risalire al 1471, quando il papa Sisto IV, donando al popolo romano un gruppo di statue bronzee di grande valore simbolico (la Lupa Capitolina, lo Spinario, un fanciullo che si toglie una spina dal piede, il Camillo e la testa colossale di Costantino, con il globo e la mano) dette origine al primo nucleo dei Musei Capitolini.

In breve vi furono successive acquisizioni di reperti provenienti dagli scavi urbani e strettamente collegati con la storia della Roma antica. Alla metà del XVI secolo erano state collocate in Campidoglio significative opere di scultura (tra le altre la statua di Ercole in bronzo dorato dal Foro Boario, i frammenti marmorei dell’acrolito di Costantino dalla Basilica di Massenzio, i tre pannelli a rilievo con le imprese di Marco Aurelio, il cd. Bruto Capitolino) ed importanti iscrizioni (tra cui i Fasti Capitolini, rinvenuti nel Foro Romano).

Le due colossali statue del Tevere e del Nilo, attualmente all’esterno del Palazzo Senatorio, furono trasferite negli stessi anni dal Quirinale, mentre la statua equestre di Marco Aurelio fu portata dal Laterano nel 1538 per volere del papa Paolo III. Con la costruzione del Palazzo Nuovo sull’altro lato della piazza fu possibile dal 1654 sistemare in maniera più adeguata la grande quantità di opere che si era accumulata nel Palazzo dei Conservatori, collocandone una parte nell’edificio appena costruito.

I Musei Capitolini furono però aperti al pubblico solo nel secolo successivo, in seguito all’acquisizione della collezione di statue e ritratti del cardinale Albani ad opera del papa Clemente XII, che li inaugurò nel 1734.

Benedetto XIV (che vi collocò anche i frammenti della Forma Urbis severiana, la grande pianta marmorea di Roma antica) fondò pochi decenni più tardi, alla metà del XVIII secolo, la Pinacoteca Capitolina, dove confluirono due importanti collezioni private, la Sacchetti e la Pio. Un notevole accrescimento delle raccolte ebbe luogo alla fine dell’Ottocento, dopo la designazione di Roma come capitale dell’Italia unificata nel 1870, in occasione degli sterri per la costruzione di nuovi quartieri.

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