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Musica e gender gap, Spotify: lo streaming sta cambiando le cose

Milano, 24 nov. (askanews) – Il mondo della musica in Italia parla ancora, e molto, al maschile, come accade in innumerevoli altri ambiti di lavoro. Secondo un report presentato da Spotify a Milano nell’ambito della Music Week e basato sui dati di una ricerca condotta da GfK, il gender gap è ancora una realtà. Ma se si guarda al mondo della musica online e alle generazioni più giovani, qualcosa sta cambiando.

“La ricerca che abbiamo presentato oggi – ha spiegato ad askanews Federica Tremolada, Managing Director Sud ed Est Europa di Spotify – sottolinea che il gender gap è ancora presente nel mercato: solo il 14% di artisti nelle classifiche sono donne. Lo streaming, però, sta invertendo questa tendenza e sta portando artiste sempre più giovani nelle nostre Top 100. La ricerca ci mostra infatti come sotto i 30 anni il gap si vada a ridurre e questa è sicuramente una notizia molto positiva e promettente per le nuove generazioni”.

Lo streaming gioca quindi un ruolo centrale nell’evoluzione di questo scenario. Nel corso degli ultimi 4 anni, i tassi di crescita, più sostenuti per le donna rispetto a quelli degli uomini, portano il peso dello streaming per le donne al di sopra del 70%, in linea con quello degli uomini. Inoltre la crescita delle artiste under 30 è, in questo terreno, decisamente superiore a quella dei colleghi maschi. E le conferme arrivano anche da chi è protagonista diretto della scena musicale.

“Effettivamente – ci ha detto la cantautrice Annalisa – la sensazione positiva è che più ti spendi in prima persona e più arrivano i benefici con la generazione successiva. Lavorando con persone più giovani questo è chiarissimo: non c’è assolutamente pregiudizio, il preconcetto non esiste, tutto è fondato sulla credibilità su ciò che stai facendo e quindi sull’appassionarsi alla tua scrittura, alla tua canzone, al tuo progetto musicale”.

La qualità come elemento di affermazione e di superamento delle differenze, dunque è alla base del cambiamento. Che anche Spotify sostiene attraverso progetti che hanno come obiettivo l’inclusione e il superamento delle barriere. “Abbiamo lanciato dei programmi, come per esempio Equal – ha concluso Federica Tremolada – che dimostrano il nostro impegno per promuovere sempre di più artiste donne all’interno del contesto italiano e internazionale, presentando la loro cover all’interno delle playlist o addirittura portandole nel Billboard a Times Square come abbiamo fatto con Madame, ma anche con Annalisa e con molte altre artiste parte di questo programma”.

C’è ancora molto da fare per arrivare a una reale parità di genere, ma dal mondo della musica, che è uno degli ambiti in cui i giovani hanno più rilevanza, sembra di poter cogliere dei segnali positivi per un futuro con minori disuguaglianze.

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