Mussolini e il Fascimo: foto inedite della polizia scientifica
Mussolini e il Fascismo: foto della Polizia Scientifica
Storia

Mussolini e il Fascismo: foto della Polizia Scientifica

La scheda segnaletica svizzera di Mussolini nel 1903.

Il documento segnaletico di Benito Mussolini messo a disposizione della Polizia Scientifica in una mostra che si svolge in questi giorni a Roma.

La storia d’Italia può essere ripercorsa attraverso fotografie e documenti in possesso della Polizia Scientifica – pensiamo per esempio alle vicende di mafia -. Rimangono reperti come le impronte digitali e le foto segnaletiche di un giovane Mussolini ancora con i capelli, che venne arrestato a Ginevra nel 1903, perchè aveva falsificato il permesso di soggiorno. Il fascismo era ancora lungi da venire e il futuro Duce era ancora un militante socialista. Visse in Svizzera tra il 1902 e il novembre del 1904, periodo in cui si iscrisse al locale sindacato muratori e manovali, di cui poi divenne segretario; scrisse sul giornale “L’Avvenire del Lavoratore”, dei socialisti elvetici, ma venne anche espulso due volte dal Paese, una appunto per falsificazione del permesso di soggiorno e l’altra per essere un “agitatore socialista”. Successivamente venne condannato ad un anno di carcere per non essersi presentato alla chiamata alla leva.

Tra i reperti ancora visibili trovati dalla Polizia Scientifica, c’è anche la scheda fotosegnaletica del futuro “presidente più amato dagli italiani” o “presidente partigiano” Sandro Pertini, finito in carcere per attività antifasciste.

La Polizia Scientifica è uno dei fiori all’occhiello della Polizia di Stato e nella sua storia lunga oltre un secolo restituisce documenti riguardanti sequestri, omicidi – come quello di Aldo Moro e del capo della Squadra Mobile di Palermo Boris Giuliano, assassinato nel 1979 -, stragi – come quella di Capaci e di Via D’Amelio -, documenti scritti – come i famosi “pizzini” del boss Bernardo Provenzano -, catastrofi naturali ed altri eventi eclatanti che hanno caratterizzato la storia del nostro Paese.

Uno dei più recenti è la sparatoria in cui è stato ucciso, quattro giorni dopo essere entrato in azione, l’autore dell’attentato di Berlino, Anis Amri – Sesto San Giovanni 23 dicembre 2016 -: tra le sue vittime anche la giovane italiana Fabrizia di Lorenzo, 31 anni, che lavora in Germania e al momento dell’attacco stava passeggiando nel mercatino di Natale preso di mira dal terrorista di matrice islamica.

La mostra

Tutto questo materiale – sotto vediamo la già menzionata foto segnaletica di Mussolini – è in mostra dall’8 al 18 aprile 2018 presso lo Spazio Risonanze dell’Auditorium Parco della Musica a Roma, dalle 10 alle 18.

Documento segnaletico

L’invito della manifestazione, intitolata “Frammenti di Storia – L’Italia attraverso le impronte, le immagini e i sopralluoghi della Polizia Scientifica, è quello a ricordare queste tragiche e criminose vicende che hanno contrassegnato la storia d’Italia, in modo che non si ripetano più fatti simili. E’ un appello rivolto soprattutto alle giovani generazioni.

La mostra sarà itinerante: verrà portata in tutto il territorio italiano e costituirà sicuramente un’interessante occasione di approfondimento.

La mostra

La dichiarazione del capo della Polizia

L’evento è stato commentato dal capo della Polizia, il prefetto Franco Gabrielli, il quale ha definito i documenti messi a disposizione del pubblico dalle stesse autorità “una memoria storica che deve essere da ulteriore stimolo” per il compimento del proprio dovere da parte della Polizia Scientifica anche nell’era digitale del Terzo Millennio, che offre strumenti più avanzati ed efficienti per indagare sulle scene del crimine ed arrivare più rapidamente all’individuazione e alla condanna dei colpevoli. “Allineandosi sempre alle esigenze della contemporaneità”, ha sottolineato Gabrielli, la Scientifica potrà continuare a rappresentare “un imprescindibile punto di riferimento per il Paese”.

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