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Mutui: il 7 aprile sarà il D-day per i tassi di interesse
Mutui e Prestiti

Mutui: il 7 aprile sarà il D-day per i tassi di interesse

inevitabile rialzo dei tassi
solo che dovrebbe essere graduale

Le ultime dichiarazioni di Jean-Calude Trichet, presidente della Bce, che ha ribadito che la priorità è combattere l’inflazione e che un aumento dei tassi è necessario, fa pendere ancora di più la probabilità che dal 7 aprile i mutui diventeranno più cari, sia per chi ha già un mutuo a tasso variabile, e sia per chi dovrà richiedere un mutuo, e il parere degli analisti che prevedevano uno slittamento di tassi sbiadisce. L’aumento non sarà solo sul fronte dei mutui a tasso variabile (l’Euribor dopo ogni previsione o ipotesi di aumento tende a rialzarsi, ed anche l’ultima volta ha avuto un lieve aumento), per l’inevitabile effetto che l’aumento del tasso Bce produce sull’Euribor, ma anche sui futuri mutui a tasso fisso, in quanto anche l’Irs (indice di calcolo per il tasso fisso, che varia a seconda della durata) dipende dal tasso Bce. Ipotizzando un mutuo a tasso variabile di 100mila euro e durata di dieci anni, con l’aumento di un quarto di punto, l’aumento della rata sarebbe di 132 euro l’anno, se la durata è di 20 anni sale a 276 euro l’anno.

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