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Mutui, il tempo dei tassi ai minimi storici sta volgendo al termine

Mentre sul fronte del tasso variabile la situazione appare alquanto costante, sul fronte dei mutui a tasso fisso la tendenza al rialzo potrebbe proseguire anche nelle prossime settimane.

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La repentina ascesa dei tassi di riferimento cominciata a dicembre dello scorso anno ha determinato un rialzo del tasso fisso ‘finito’ del mutuo, che, dopo un mesi di riduzioni, a inizio anno ha cambiato segno e fatto registrare una rapida crescita.

I tempi dei tassi ai minimi storici per i mutui alle famiglie sta verosimilmente cominciando a volgere al termine. Mentre sul fronte del tasso variabile la situazione appare alquanto costante, sul fronte dei mutui a tasso fisso la tendenza al rialzo potrebbe proseguire anche nelle prossime settimane.

Da mesi l’Europa è alle prese con l’aumento dell’inflazione, determinato in larga parte dal rincaro del prezzo dell’energia, e la situazione di conflitto tra Russia e Ucraina può complicare decisamente lo scenario.

Contraccolpi netti si registrano sui mutui, con l’inesorabile aumento dei tassi di interesse.

Ora con la guerra le tensioni sui tassi indubbiamente si possono accentuare e potrebbe diventare più oneroso ottenere un mutuo per acquistare casa. Sul mercato dei mutui si stia rilevando una decisa volatilità dell’IRS, parametro di riferimento per i mutui a tasso fisso. Da metà dicembre si è passati da un indice a 20 anni dello 0,30% ad oltre l’1% del 25 febbraio prima di scendere nuovamente allo 0,86% dopo lo scoppio delle ostilità.

Di conseguenza, nel mese in corso i tassi sui mutui a tasso fisso saliranno di 20-40 punti base, in quanto calcolati sull’andamento del costo del denaro del mese precedente. Per i mutui a vent’anni il tasso fisso medio tra le varie offerte sul mercato è all’1,45% nominale, 1,65% effettivo, con una rata di 576 euro, mentre per quelli a tasso variabile la percentuale è dello 0,64%, ovvero, lo 0,83% effettivo, con una rata di 533 euro.

Analizzando la domanda si nota che la finalità acquisto ha oramai sbaragliato la surroga superando l’80% del totale complessivo delle domande. Nel primo trimestre dell’anno, il 78% delle domande di finanziamento raccolte online era per l’acquisto dell’abitazione principale, in aumento di ben 17 punti percentuali rispetto al 2021. In riferimento invece all’importo, quello maggiormente richiesto va dai 100 ai 150mila euro, mentre per la fascia di età, domina quella compresa tra i 26 e i 35 anni (44% del totale). La classe di reddito prevalente è quella che va dai 1.500 ai 2.000 euro. Per quanto riguarda invece la fascia dei più giovani, occorre precisare che il fondo di garanzia per l’acquisto della prima casa in otto mesi ha avuto un vero e proprio boom.

È stato potenziato a maggio dello scorso anno con il Sostegni bis che ha facilitato l’accesso per i giovani under 36 ed esteso la copertura dal 50 all’80% fino a un massimo di 250.000 euro. Le richieste presentate dai giovani sono pressochè raddoppiate (da 25mila a 51mila) a fronte di un erogato di circa 6 miliardi di euro e di un importo medio richiesto di 100mila euro. Con la crisi sanitaria ed economica le richieste di intervento di Consap (che prevede la possibilità di accedere alla garanzia pubblica del 50 o dell’80%). sono più che raddoppiate. Scopo del fondo è quello di favorire l’accesso al credito da parte delle categorie che potrebbero avere più difficoltà ad accedere ai mutui prima casa come ad esempio i giovani o le famiglie mono reddito: non ci sono requisiti relativi all’età per l’accesso.

Altro caso significativo è il Fondo di solidarietà per la sospensione dei mutui della prima casa che solo due anni fa ha cominciato a trattare oltre 60.000 domande. Piuttosto elevate tuttora le pratiche in corso. Il Fondo è rivolto ai titolari di un mutuo contratto per l’acquisto della prima casa e prevede la possibilità di beneficiare della sospensione del pagamento delle rate al verificarsi di situazioni di temporanea difficoltà destinate ad incidere negativamente sul reddito del nucleo familiare. Il Fondo garantisce la sospensione del pagamento delle rate fino a un massimo complessivo di 18 mesi mentre l’importo massimo del mutuo ammesso alla sospensione è di 400.000 euro.

In ogni caso, secondo diverse fonti, il 2022 dovrebbe essere un anno di ulteriore rafforzamento delle erogazioni. Nel mese di febbraio si è registrato un aumento delle richieste di mutuo di quasi il 5% rispetto a gennaio e addirittura del +30,1% rispetto a febbraio 2021. Si tratta di un dato molto positivo, perché solitamente i primi mesi dell’anno, che seguono la pausa natalizia, sono considerati un periodo di stasi.

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