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Nadef, dl Aiuti-quater: nuovo taglio accise carburanti e crediti imposta per imprese

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Nuovi dettagli sul quarto decreto dell'anno contro il caro energia. Si punta ad abbassare il prezzo dei carburanti fino al 31 dicembre.

Sono emersi nuovi dettagli sul quarto decreto dell’anno contro il caro energia.

Il governo punta ad abbassare il prezzo dei carburanti fino al 31 dicembre e vengono riconfermati gli aiuti alle imprese.

Nadef, dl Aiuti-quater: nuovo taglio accise carburanti e crediti imposta per imprese

Sta prendendo forma il quarto decreto Aiuti contro il caro energia, il primo del governo Meloni. Emergono nuovi dettagli sul provvedimento, dalla versione rivista e integrata della Nadef, che è intervenuta sulle previsioni macroeconomiche e tendenziali di finanza pubblica, elaborando lo scenario programmatico per il triennio 2023-2025.

Il documento è stato pubblicato sul sito del Ministero dell’Economia e delle Finanze. Si legge che l’esecutivo “ha deciso di confermare l’obiettivo di deficit per il 2022 del Def e di utilizzare il risultante spazio di bilancio, quantificabile in poco più di nove miliardi, in larga parte a copertura di nuove misure di mitigazione del costo dell’energia“.

Nel decreto Aiuti-quater verranno riproposti i crediti d’imposta a favore delle imprese e il taglio dell’accisa sui carburanti, fino al prossimo 31 dicembre.

Le due misure valgono 5,5 miliardi di euro, un miliardo per la proroga degli sconti sui carburanti e 4,5 miliardi per coprire i crediti d’imposta alle aziende. Verranno stanziati fino a 4 miliardi di euro per gli acquisti di gas effettuati dal Gse. Il governo pensa di rimuovere la previsione di legge che impone al Gse di vendere il gas acquistato entro la fine del 2022. Gli effetti finanziari della vendita saranno poi contabilizzati nel 2023

I provvedimenti del decreto Aiuti-quater

Il ministro dell’Economia e delle Finanze, Giancarlo Giorgetti, ha tracciato il quadro della situazione economica e finanziaria. “Le aspettative di imprese e famiglie, e le stime dei previsori sull’andamento dell’economia, sono notevolmente peggiorate e il rischio di una flessione del ciclo è accresciuto dai corposi rialzi dei tassi delle banche centrali” ha dichiarato. Il ministro ha spiegato che “è risultato inevitabile aggiornare non solo il quadro macroeconomico programmatico e di finanza pubblica per il 2022-2025, ma anche la previsione tendenziale su cui esso si basa“.

Nel documento economico si legge che “la previsione di crescita del Pil nello scenario tendenziale a legislazione vigente è stata rivista al rialzo per il 2022, da 3,3 per cento a 3,7 per cento, mentre quella per il 2023 è stata ridotta dallo 0,6 per cento allo 0,3 per cento. Le previsioni per i due anni successivi sono invece rimaste invariate e sono pari, rispettivamente, all’1,8 per cento e all’1,5 per cento

Nello scenario programmatico “il tasso di crescita del Pil reale risulta pari allo 0,6 per cento nel 2023, per poi passare all’1,9 per cento nel 2024 e all’1,3 per cento nel 2025“. Giorgetti ha spiegato che un punto importante della prossima Legge di Bilancio è “la sostenibilità della finanza pubblica“. A confermarlo la previsione della “discesa del rapporto debito/Pil da circa il 150 per cento del 2021 a poco più del 141 per cento nel 2025“. Il governo ha approvato anche la Relazione al Parlamento per richiedere l’autorizzazione allo scostamento di bilancio, dove sono fissati gli obiettivi del deficit al 4,5% nel 2023, 3,7% nel 2024 e 3% nel 2025. Il governo ha intenzione di adottare misure per contrastare gli aumenti energetici.