"Nadia Toffa è morta". Che schifo gli sciacalli del web.
“Nadia Toffa è morta”. Che schifo gli sciacalli del web
L’opinione di Andrea Ienco

“Nadia Toffa è morta”. Che schifo gli sciacalli del web

Nadia Toffa

Nadia Toffa vittima del macabro gioco delle fake news con l'annuncio della sua morte. Ci sarà mai fine a esagerazioni del genere?

Il caso Nadia Toffa

Le Fake News colpiscono ancora. Per l’ennesima volta siamo costretti a parlare di un caso che, purtroppo, ha fatto il giro del mondo di internet. Vittima è stata la conduttrice televisiva Nadia Toffa che, come sappiamo, sta ormai da mesi combattendo contro il cancro. Online è girato un articolo, palesemente falso, del sito di fake news La Repubbica. Il titolo era tristemente eloquente: “Non c’è la fatta. Morta Nadia Toffa, addio alla conduttrice e annunciatrice delle Iene”. Un messaggio ricco di errori grammaticali ( a partire dal nome della testata scritto senza la lettera ‘l’, Repubbica) ma che ha fatto letteralmente il giro del web e non solo.

toffa

La Toffa sta lottando da mesi la sua personale battaglia contro il cancro ma ha sempre cercato di mostrare serenità e di non mancare mai nessun appuntamento lavorativo. Nonostante questo, complice lo stato di salute deficitario delle ultime settimane, è stata costretta a saltare sia la partecipazione al talent show Amici di Maria De Filippi sia l’appuntamento settimanale con il programma Le Iene, che conduce insieme a Matteo Golia e Giulio Viviani.

Questa assenza ha immediatamente mandato in allarme gli spettatori, preoccupati per un possibile peggioramento delle sue condizioni di salute. L’uscita della Fake News ha chiaramente alimentato le cose facendo preoccupare i fan che hanno immediatamente pensato ad un peggioramento delle sue condizioni fisiche.

toffa 2

La reazione dei social

Nadia Toffa ha deciso di utilizzare l’arma dell’ironia per rispondere all’ennesima bufala che l’ha vista protagonista: “Ragazzi incredibile!!!!! Questa sì che è una notizia! Instagram funziona anche dall’aldilà”.

corna

Sui social intanto è scattata la rivolta. Tutti a gridare allo scandalo, a difendere a spada tratta Nadia Toffa contro qualcosa che viene giudicata oltre che offensiva anche illegale. Tutti a dire che inventare la morte di qualsiasi persona è qualcosa di eticamente scorretto. La rete, per una volta, non si è scagliata contro il personaggio famoso di turno ma lo ha difeso all’unanimità. Questo perché anche in rete, esattamente come accade nella vita, la reputazione è qualcosa di molto importante. Ci sono personaggi sul web risultano credibili, affidabili e che per questo motivo sono seguiti e venerati dalla grande comunità online. Nadia Toffa è senza dubbio una di questi.

Come sempre accade però sono presenti anche voci fuori dal coro. È il caso di Filippo Facci, giornalista di Libero, che si è letteralmente scagliato contro la Toffa: “Voglio onestamente chiarire che ho sempre considerato la Toffa una pessima giornalista. L’ho considerata pessima ancor prima di sentirla nominare, nel senso che ricordo bene alcuni pessimi servizi televisivi che solo successivamente ho appreso aveva fatto lei. Il cancro non è questa specie di rapido pacchetto ospedaliero, breve come un servizio delle Iene con festa mediatica finale. Dignità personale e riserbo sono cose che non si possono spiegare”. Con tutto il rispetto per Facci certe volte la cosa migliore da fare, specialmente in situazioni delicate come queste, è quella di mantenere un doveroso e rigoroso silenzio.

Il fenomeno delle Fake News

Ridurre le Fake News ad un semplice fenomeno di satira online sarebbe un errore grossolano. Negli ultimi anni infatti sono nate delle vere e proprie pagine di bufale che hanno solamente l’obiettivo di generare caos ed ottenere visualizzazioni facilmente. Queste sparate non ottengono però solamente grande impatto mediatico ma anche soldi. Le Fake News infatti, puntando sulla rabbia e l’indignazione degli utenti, ottengono milioni di visualizzazioni. Queste ‘notizie’, inizialmente realmente ironiche, si sono fatte con il passare del tempo sempre più pesanti e cattive. Non hanno infatti risparmiato neanche i tumori, complice la diffusione delle informazioni tramite internet e i social media.

Tra i maggiori siti di bufale bisogna segnalare sicuramente LiberoGiornale.com che, complice le bufale prevalentemente di marchio politico, è riuscito ad ottenere 134mila visitatori mensili. Altro siti di Fake News estremamente popolare è Il Fatto Quotidaino che si occupa principalmente di cronaca interna rigorosamente falsa. Infine una menzione per il sito News24italia. Sulla sua home page, che conta 130mila lettori unici al mese, sono presenti numerosi attacchi ad esponenti politici ( invitati ad essere processati per “alto tradimento”. Tutti questi siti hanno contribuito a fomentare odio e bugie con il solo scopo di diventare virali nel mondo del web.

Un primo tentativo di mettere argine a queste bufale lo sta facendo Facebook. Il colosso guidato da MarZuckerberg, insieme alla revisione delle regole per la privacy, ha attivato un servizio di controllo su tutte le possibili fake news presenti sul portale social. Il servizio sarà inizialmente attivo solamente in Francia grazie all’aiuto dell’agenzia France Presse. Sarà poi ampliato ad altri paesi e partner.

La soluzione

Cosa fare per cercare di eliminare questo problema? Ecco, una soluzione ci sarebbe: affrontarli a muso duro. Non possiamo e non dobbiamo permettere a questi “signori” di diventare l’informazione del futuro. Smettetela di creare Fake News, di inventare morti presunte con l’unico scopo di attirare visitatori e click. Non siete nè simpatici nè innovativi. Siete semplicemente e banalmente delle persone senza attributi. Si, avete letto bene. Persone come voi non avranno mai le palle di incontrare dal vivo Nadia Toffa per spiegarle le motivazioni che vi hanno portati a speculare sulla sua malattia. Persone come voi si nascondono dietro un computer credendo di essere immortali e invincibili ma sapete cosa siete in realtà? Il cancro dell’informazione italiana. Ed esattamente come Nadia Toffa sta coraggiosamente combattendo la sua malattia noi abbiamo il dovere di combattervi e, possibilmente, sconfiggervi. È arrivato il momento di dire BASTA.

© Riproduzione riservata

Commenta per primo

Lascia un commento

L'indirizzo email non sarà pubblicato.


*


Leggi anche

Andrea Ienco
Andrea Ienco 12 Articoli
Andrea Ienco, nato nel 1992 a Milano. Laureato in Storia con la passione per il cinema e per tutto ciò che è innovativo. Il Master in Giornalismo e i viaggi negli Stati Uniti mi hanno dato la possibilità di crescere e imparare le tecniche del mestiere. Amante dei libri, specialmente storici, con il sogno nel cassetto di scriverne uno.