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‘Narcos’, il regno dei narcotrafficanti: tra coca, prostitute e alcol

Nella terza serie di 'Narcos' sono narrate le imprese criminali del cartello di Cali, dopo il crollo dell'impero di Escobar: erano gli anni novanta. Una storia diversa da quella dei trafficanti di oggi.

Narcos
Immagine della serie televisiva

E’ ripartita la terza stagione della serie ‘Narcos’ sulla piattaforma Netflix, con il racconto delle violenze perpetrate dal cartello di Cali. Ma qual è oggi la situazione in Colombia?

L’incremento delle coltivazioni

Secondo l’ultimo rapporto dell’UNODC, l’Ufficio delle Nazioni Unite contro la Droga e il Crimine, pubblicato nel luglio di quest’anno, vi è stato nel 2016 in Colombia un deciso aumento delle coltivazioni di cocaina rispetto all’anno precedente.

Questa realtà sottolinea l’impennata delle attività criminali dei narcos. Si è infatti passati dai 96 mila ettari del 2015 ai 146 mila dell’anno passato. Questo incremento ha prodotto 866 tonnellate di droga da smerciare di cui 378 sequestrate. Le aree principalmente interessate sono state individuate nel Dipartimento di Nariño e in quello di Putumayo al confine con l’Equador e di Norte de Santander al confine con il Venezuela.

Questi dati un po’ asettici sono la fotografia di una realtà estremamente cambiata rispetto a quando, negli anni novanta, regnavano i grandi cartelli dei narcotrafficanti: Medellin e Cali.

Quelle dei narcos anni novanta erano organizzazioni sanguinarie e molto strutturate. Gestivano l’intera filiera produttiva: dalla raccolta alla raffinazione fino alla distribuzione e l’esportazione.

Un tempo passato

A quel tempo la produzione di droga era in un certo senso localizzata in precisi punti del paese. Questi coincidevano con i quartieri generali dei due cartelli. Da lì è nato il “mito” cinematografico del boss dei boss Pablo Escobar. Da lì venivano innescate le faide, gli omicidi, le sentenze di morte, le torture contro gli avversari.

La Colombia era praticamente governata dai narcos su cui si reggeva il sistema economico di uno stato nello stato.

I due cartelli erano veri e propri colossi. Ecco spiegata la ragione che ha potuto determinare la loro estinzione, in seguito alla guerra che le istituzioni legali del paese intesero condurre.

Narcos

Il nuovo sistema reticolare dei narcos

Oggi quel tipo di organizzazione non esiste più. La Colombia ha perso il primato di paese guida del narcotraffico, passato nelle mani dei cartelli messicani. Il nuovo Pablo Escobar si chiamava Joaquin Guzmán, detto “El Chapo”, arrestato in modo rocambolesco nel gennaio di quest’anno. Estradato negli Stati Uniti, dopo vicissitudini diplomatiche col Messico, poiché è proprio lì il maggior segmento di mercato. I nuovi narcos colombiani si sono inabissati, quasi come i clan mafiosi italiani. A differenza del passato hanno adottato un nuovo tipo di “sistema gestionale”. E’ un modello reticolare, attraverso cui vengono determinate alleanze relative ad attività specialistiche. Sono cellule frazionate poco verticistiche e molto orizzontali. Non esistono i Boss alla Escobar ma “imprenditori del crimine” che vivono al di fuori del paese, ben nascosti e nell’ombra.

Inalterata la forbice delle contraddizioni

Ma tra la Colombia di ieri e quella di oggi forse poco è cambiato nella forbice delle contraddizioni. E’ sempre un paese estremamente corrotto, dove campare è difficile per chi non appartiene alla ristretta cerchia della classe media. Le ragazze si prostituiscono per pochi pesos. Nelle strade, nei bordelli travestiti da pensioni o ancora nei locali notturni. E se i turisti “vanno pazzi” per le minorenni e “i meno esigenti” non disdegnano le trans, la droga la possono trovare a poco prezzo e di buona qualità nei pressi dei loro stessi alberghi.

Una realtà questa tipica di molti paesi latino-americani. C’è una recente sentenza della Corte Costituzionale colombiana in merito alle leggi sul lavoro, chiave di lettura del paese. Si certifica che l’uso di stupefacenti e alcol non sempre danneggiano le prestazioni lavorative. In alcuni ambiti lavorativi, lo stato di ebbrezza e l’uso di droghe non può essere sanzionato…

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