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Nascosti abusi sui bambini: caso in Gran Bretagna

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Una storia di abusi su minori che aveva sconvolto, un anno fa, l’Inghilterra. L’ex vescovo di Lewes e Gloucester Peter Ball si era dichiarato colpevole di aver abusato, dal 1977 al 1992, di oltre 20 ragazzi. Quindici anni di abusi e silenzi, che la Chiesa Anglicana aveva per anni tentato con tutti i mezzi a disposizione di insabbiare, coadiuvata da pubblici ministeri e persino dalla stessa Polizia.

Il processo

Durante il processo era emerso che per anni i procedimenti giudiziari nei confronti di Ball sono stati insabbiati anche di fronte a sospetti concreti e denunce, un caso simile a quello di tanti altri britannici in vista i cui abusi sono emersi solo in tempi recenti. (esponenti del mondo della politica, dei servizi, dell’intrattenimento, della Chiesa), quasi fosse una prassi costante.

Arrestato nel 1992 con l’accusa d’aver praticato atti di sadismo su un novizio non ancora maggiorenne, l’ex presule fu rapidamente scagionato dalla magistratura, dopo una telefonata del ministro della Giustizia dell’epoca alla polizia e l’invio di circa 2.000 lettere in suo sostegno recapitate agli organismi inquirenti da personalità di peso fra cui uomini di governo e almeno un esponente (finora non identificato) della famiglia reale.

Le nuove rivelazioni

A distanza di due anni, è tornato a parlare del caso il primate della chiesa d’Inghilterra, Justin Welby, che ha pubblicamente ammesso come siano stati insabbiati gli abusi sessuali su bambini e ragazzi commessi in passato dak vescovo. La rivelazione ”shock” dell’arcivescovo di Canterbury arriva dopo la pubblicazione di ”Abuse of Faith”, un rapporto indipendente sul caso Ball, che è stato condannato a 32 mesi carcere.

Dal rapporto e dalle rivelazioni di Welby, è emerso che la chiesa d’Inghilterra ha sistematicamente coperto e perfino depistato gli abusi compiuti dall’ex vescovo, fra l’altro amico del principe Carlo, dal 1970 fino agli anni Novanta.

L’85enne Ball aveva abusato di 18 ragazzi e dopo la condanna è stato rilasciato lo scorso febbraio dopo aver trascorso solo 16 mesi in carcere. Fra le figure ai vertici della chiesa maggiormente coinvolte c’è anche l’ex arcivescovo di Canterbury, George Carey, che si era ritirato nel 2002 e in passato aveva difeso più volte l’innocenza di Ball nonostante le numerose denunce da parte delle sue vittime, arrivando a contattare in prima persona la procura pur di difendere il suo “protetto”.

Tra l’altro, a causa di una pessima riforma voluta dieci anni fa dalla Chiesa d’Inghilterra, Ball per molti anni non fu mai “ridotto allo status di laico” né gli si era mai potuto impedire di continuare ad usare il titolo di vescovo.

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