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Natale all’insegna della solidarietà, non dello spreco
Cronaca

Natale all’insegna della solidarietà, non dello spreco

Tra le corsie dei supermercati, gli scaffali piangono. La corsa alla spesa per le feste natalizie è partita, con le solite offerte 3×2 sul catalogo e in bella mostra sui cartelloni pubblicitari. Pur di rispettare le famose tradizioni culinarie, nelle case italiane i menu eccessivi per portata e calorie saranno la regola, che solo il peso della crisi può tentare di eludere. Tra Vigilia, Natale, Santo Stefano, Capodanno e l’Epifania si rischia anche quest’anno il tracollo delle pattumiere. Mentre circa sette milioni di italiani sfiorano la soglia di povertà , ben 500 mila tonnellate di cibo sono previste come rifiuti, secondo le stime della Conferazione italiana Agricoltori (CIA).

Anche i dati dell’Istat non sono incoraggianti: il 40% degli acquisti per i pranzi e le cene di festa si riveleranno eccessivi, il 7% addirittura inutili, il 24% sarà mal conservato e non verrà utilizzato per la preparazione di alcuna leccornia.

A pensare che tortellini in brodo, fettuccine, pandoro, panettone,torroni e compagnia, ci costino 1,5 miliardi di euro, dovremmo perdere l’appetito. E, senza i “forse” che di solito si aggiungono per stemperare i sensi di colpa tardivi, anche vergognarci un po’.

Si, perchè ci sono onlus come la Fondazione Banco Alimentare che si preoccupano di raccogliere e distribuire le eccedenze alimentari di enti pubblici e privati ad associazioni caritative e assitenziali; grazie ai volontari e a un monitoraggio rigoroso del rispetto delle norme di sicurezza HCCP, nel 2009 quasi 9 mila tonnellate di cibo hanno sfamato i più indigenti.
A Roma è stato inaugurato anche il secondo emporio della solidarietà della Caritas, nel quartiere di Spinaceto; dopo lo spaccio solidale di Ponte Casilino, una nuova struttura pronta ad accogliere storie di uomini e donne, padri di famiglia che pur avendo un lavoro, non riescono ad arrivare al tanto agognato “fine mese”.

Monsignor Enrico Feroci rilancia una presa di coscienza sull’emergenza sociale, che colpisce diverse fasce della popolazione a causa anche della crisi economica; oltre ai 200 mq che hanno tutto l’aspetto di un supermercato qualunque, con tanto di scaffali e carrelli dalle ruote storte, servirebbe una maggiore solidarietà partecipativa. E che il consumismo sfrenato lascesse il posto a tavola al vero spirito del Natale, ormai dimenticato.

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