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Ndrangheta, blitz della Dia: sequestrati bene per 1,1 mln ad Amedeo Matacena

Beni per 1,1 milioni di euro sequestrati dalla Dia all'ex deputato di Forza Italia Amedeo Matacena. Già condannato nel 2001 per associazione mafiosa, l'ex parlamentare è ora latitante a Dubai

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Beni per 1,1 milioni di euro sono stati sequestrati dalla Dia di Reggio Calabria all’ex deputato di Forza Italia Amedeo Matacena, latitante a Dubai dopo una condanna definitiva a 3 anni di reclusione per concorso esterno in associazione mafiosa.

Il provvedimento è stato emesso dai giudici del Tribunale di Reggio Calabria, secondo i quali Matacena era il politico prescelto dalle cosche per salvaguardare i loro interessi.

Il provvedimento si basa sulla presunta pericolosità sociale dell’imprenditore; pericolosità che secondo gli inquirenti investirebbe “l’intero percorso di vita” di Matacena facendo ritenere che i suoi patrimoni possano essere di provenienza illecita.

Nel provvedimento restrittivo, il magistrato ha evidenziato, tra l’altro, che l’ex parlamentare avrebbe tentato di eludere le disposizioni di legge in materia di misure di prevenzione patrimoniali e di aver agevolato il riciclaggio e il reimpiego di capitali illeciti in attività economiche o finanziarie, simulando la dismissione delle partecipazioni in società a lui riconducibili, tra cui la Amadeus Spa, la Solemar Srl, la Ulisse Shipping> Srl, la New Life SrL, la Amju International Tanker Ltd e la Athoschia International Tanker Ltd.

Matacena, la condanna nel 2001

Matacena era stato condannato nel marzo 2001 in primo grado dal Tribunale di Reggio Calabria a 5 anni e 4 mesi di carcere per concorso esterno in associazione mafiosa, motivo per il quale Forza Italia ha deciso di non ricandidarlo al Parlamento e ad altre cariche elettive. Successivamente, a seguito dell’annullamento di quella sentenza, la Corte di Assise di Reggio Calabria lo assolveva nel marzo del 2006.

L’11 maggio 2010 la Corte di Assise di Appello di Reggio Calabria confermava la sentenza di assoluzione resa in primo grado, ma la Cassazione annullava con rinvio quest’ultima sentenza poiché a detta dei giudici di legittimità: “i giudici d’appello non hanno tenuto in debita considerazione un aspetto centrale e cioè il patto intercorso tra Matacena e la ‘ndrina Rosmini di Reggio Calabria, un patto che se caratterizzato da serietà e concretezza era in grado di accrescere il potere della cosca reggina“.

La latitanza

Il 28 agosto 2013, dopo circa un mese di latitanza, Matacena viene arrestato a Dubai negli Emirati Arabi Uniti dall’Interpol e dalla sezione catturandi del nucleo investigativo dei carabinieri di Reggio Calabria. Viene rilasciato dalle autorità di quel paese nell’ottobre, con il divieto d’espatrio.

L’8 maggio 2014 l’ex ministro dello sviluppo economico Claudio Scajola è stato arrestato dalla DIA di Reggio Calabria con l’accusa di aver favorito la latitanza di Matacena e di voler pianificare un suo trasferimento verso il Libano.

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