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Nel tarantino uomo perde il lavoro e dopo un mese si uccide

E’ una storia triste, perchè il lavoro nobilita l’uomo, ma a volte lo può rendere inerme ed ucciderlo. E’ quello che è successo nel tarantino, dove un operaio di 42 anni, lavoratore nel comparto dell’ edilizia, viene licenziato.

L’uomo allora entra in stato di agitazione e sicuramente in questi casi i pensieri di avere una famiglia sulle spalle, fa da effetto boomerang. Difatti, da li a poco entra nella sua cantina, e con un cavo elettrico, lo posiziona sul collo e si impicca.

L’uomo lascia una moglie disabile di 42 anni, e dure figli di 17 e 13 anni. Sono stati proprio i figli a scoprire il cadavere inerme dell’uomo in quanto allarmati che da diverse ore non vedevano ritornare il padre.

La persona giornalmente chiamava la ditta, per farsi assegnare o richiamare al lavoro, ma all’ennesimo diniego, ha preferito farla finita e si è ucciso.

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