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Torino, neonato morto: minacce di morte alla mamma

La mamma del neonato morto riceve insulti e minacce di morte per il gesto fatto. Il sindaco di Settimo Torinese interviene per calmare gli animi.

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Il caso di Settimo

La notizia ha fatto il giro di tutta Italia, ma la storia si svolge tutta a Settimo Torinese. Una donna di 34 anni, già mamma di una bambina di 3 anni, ha dato inaspettatamente alla luce un altro bambino.

Inaspettatamente perché lei stessa asserisce di non essersi mai accorta di essere incinta. “Non sapevo di essere incinta, in questi nove mesi ho avuto regolarmente il ciclo. Mio marito ieri mattina ha visto il sangue, ma gli ho detto che era una mestruazione abbondante” e poi, invece, il bambino è nato. Nella serata del 29 maggio la donna va in bagno e partorisce il piccolo. E’ spaventata, non capisce la situazione e tutt’ora dice di non ricordare come ha fatto a staccare il cordone.

Ma è il gesto successivo che ha fatto più scalpore: presa dal panico più totale ha preso il neonato e l’ha buttato dal balcone.

Dolore e rabbia

Il bambino è stato ritrovato il mattino dopo da un netturbino. Il neonato non era ancora morto, ma era in fin di vita e per questo i soccorsi che l’hanno portato al Regina Margherita di Torino, per quanto tempestivi, non sono serviti a nulla.

Purtroppo il neonato è morto. Da quel momento in poi è partita la caccia alla madre, a chi abbia fatto questo gesto sciagurato. E da quando la madre del neonato morto si è fatta avanti è iniziata una gogna pubblica per lei. Insulti e minacce di morte da parte degli abitanti del paese e poi dall’Italia intera, una volta diffusa la notizia. Il netturbino, sconvolto, ha rilasciato diverse interviste in cui dichiara di aver potuto prendersi cura del bambino se fosse sopravvissuto (così ha dichiarato ieri in un’intervista al programma di Barbara D’Urso, Pomeriggio 5).

Ma gli insulti e i rimproveri passano la soglia del tollerabile e diventano minacce di morte.

L’intervento di Fabrizio Puppo

Fabrizio Puppo, sindaco di Settimo Torinese, ha deciso di prendere parola sull’argomento e di provare a placare gli animi. “Come primo cittadino – sottolinea ancora – ora vorrei che su questa storia così drammatica e dolorosa si abbassassero i toni, che calasse un silenzio che è rispetto e non indifferenza” è il messaggio fondamentale di Puppo. L’errore della donna è stato sicuramente grande, ma il sindaco individua una parte della causa dell’accaduto anche nella comunità intera.Non ha funzionato nessuna delle ‘reti’ di relazione che tengono unità una comunità” e le minacce di morte sono solo un’altra dimostrazione di una comunità frammentata al suo interno. “Capisco lo sgomento e la rabbia per una tragedia così drammatica e inspiegabile ma non possiamo e non dobbiamo farci guidare dagli istinti, abbiamo il dovere morale di andare più a fondo, di interrogarci sul come sia stato possibile che succedesse una disgrazia così spaventosamente grande.

Quello che sta dicendo Puppi è quello che dovremmo fare tutti: prima di gridare subito “al mostro” andare a indagare più a fondo nella vicenda e lasciare che il dolore si consumi in privato e in silenzio.

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