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New York, gruppo di haitiani contestano Trump: “Razzista”

Centinaia di cittadini haitiani-americani e molte altre persone, tra cui numerosi immigrati africani e ispanici, hanno manifestato a Times Square.

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Gli attacchi a Trump non terminano mai. Questa volta però, a protestare non c’erano i democratici o gli attori di Hollywood, bensì un centinaia di cittadini haitiani-americani e molte altre persone, tra cui numerosi immigrati africani e ispanici.

La manifestazione si è svolta a Times Square, nel cuore di New York, per denunciare le parole del presidente americano Donald Trump, definite razziste e xenofobe. Oltre al sindaco di New York, Bill de Blasio, hanno partecipato alla protesta anche altri politici. Nonostante qualche momento di tensione, la manifestazione si è svolta pacificamente.

New York, attacco a Trump

Una manifestazione forte, decisa e voluta da coloro che nei giorni scorsi sono stati attaccati dal presidente degli Stati Uniti.

Un evento volto a dimostrare quanto sia forte la presenza di haitiani e di africani negli Usa, e per questo motivo c’è bisogno di maggior rispetto nei loro confronti. Dal canto suo, Donald Trump ha cercato in più di una circostanza di spiegare che c’è stato un misunderstanding e che mai e poi mai si sarebbe permesso di esprimere pensieri razzisti nei loro confronti.

La manifestazione svoltasi poche ore fa, è servita a far comprendere appieno il dispiacere di tali parole.

Eppure, il presidente Donald Trump, solo un giorno fa aveva cercato di stemperare le tensioni scusandosi e affermando che non è razzista, ma ciò non ha fermato gli haitiani-americani. “No, non sono un razzista. Sono la persona meno razzista – dice Trump – che voi avete mai intervistato, ve lo posso assicurare”. “Avete visto cosa hanno detto vari senatori presenti a quell’incontro?” aveva detto il presidente degli Stati Uniti ai giornalisti in Florida, riferendosi ai due politici democratici che avevano dichiarato di non aver sentito parole razziste da Trump.

Nonostante ciò, la protesta nei suoi confronti continua ad oltranza, e la Casa Bianca è chiamata questa volta a dare un forte messaggio dimostrando che, l’amministrazione americana capeggiata da Donald Trump, non è razzista e che le sue politiche sono rivolte anche a coloro che in questi anni hanno dovuto abbandonare il loro Paese a causa delle catastrofi naturali.

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