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New York: una foto virale diventa inno alla diversità etnica

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A New York, una giovane attrice di nome Rachel MacKnight ha twittato un’immagine diventata virale come inno alla diversità etnica per far tornare “grande” l’America di Trump.

La foto

America grande di nuovo

Due giorni fa, martedì 4 luglio, gli Stati Uniti d’America hanno festeggiato l’Independence Day, il Giorno dell’Indipendenza, e due giorni prima una giovane attrice newyorkese, Rachel MacKnight, mentre viaggiava in metropolitana, ha scattato una bellissima immagine “di auguri” che in breve tempo è diventata virale, venendo condivisa milioni di volte su social network come un inno alla bellezza della diversità: mostra una bimba bianca di qualche mese che, in braccio alla mamma, che ha braccia e gambe scoperte, interagisce a suo modo con una bambina nera di una decina d’anni originaria dell’India o nazioni limitrofe, che è seduta di fianco con il padre e la madre, velata e con abito tradizionale lungo. Anche la madre della bambina bianca e il padre della bambina nera sorridono, guardando cosa facevano le loro figlie e sembrano incoraggiarle a “socializzare”.

La madre della bambina nera, nello scatto non osserva la scena, distratta da altro, ma sorride anche lei. Quando Rachel MacKnight ha postato la foto su Twitter, l’ha corredata con il commento: “Questo renderà l’America di nuovo grande. Buon 4 luglio! “.

Sua la foto

Risposta a Trump

Il presidente

Il suo messaggio è una risposta ideale al proclama d’insediamento del nuovo presidente americano Donald Trump, il quale aveva dichiarato di voler “unire il Paese e fare l’America grande di nuovo (‘great again’, ndr) . Grande per tutti.” dopo gli anni dell’avversario sconfitto Barack Obama, che al contrario del tycoon sosteneva un’America multietnica e multiculturale – ricordiamo che lui stesso è nato da madre americana bianca e padre keniota musulmano, ma d’altra parte Melania, la moglie del miliardario, ha origini slovene, e la prima delle tre mogli, Ivana, è ceca -. Trump non sembra comunque aver unito il Paese, vuoi perchè ovviamente nessuno può pensarla sempre allo stesso modo, vuoi perchè ha preso decisioni controverse. Una di queste, a proposito di multietnicità e multiculturalità, è il cosiddetto “Muslim Ban”, il divieto alle persone provenienti da sette Paesi islamici quali Iran, Iraq, Sudan, Siria, Libia e Yemen, di entrare sul suolo americano – anche se ad esempio le popolazioni siriana ed irachena vivono in guerra –. L’ordine, avente come scopo quello di contrastare il terrorismo islamico nel Paese, riguarda anche persone con doppio passaporto. Più d’uno ha fatto notare, oltre alla poca chiarezza della norma, che essa consente l’arrivo di persone dall’Egitto, dall’Arabia Saudita, dalla Turchia, dagli Emirati Arabi e dal Qatar, quando quasi tutti questi Paesi sono accusati di sostenere e finanziare il terrorismo in nome di Allah. Il forte sospetto è che i loro cittadini siano stati esonerati per meri interessi economici – di recente Trump si è anche recato in Arabia Saudita con la figlia Ivanka, che ha differenza delle donne saudite, ha potuto evitare di indossare il velo per coprire i suoi lunghi capelli biondi -.

Anche contro il “Muslim Ban” erano scese in piazza – non solo in America – all’indomani dell’insediamento del presidente repubblicano un gruppo di donne, femministe e star di Hollywood, che tra l’altro brandivano il cartello di una donna velata con i colori della bandiera americana – come i veli delle ragazze e delle donne che manifestavano contro il divieto di coprirsi il capo nelle scuole e nei luoghi pubblici in Francia, avevano i colori della bandiera francese -. Peccato che generalmente il velo “islamico” sia un autentico simbolo di sottomissione per la donna, sia perchè la sottopone allo sguardo dell’uomo e della società, sia perchè molto spesso è imposto a suon di botte da parte di padri e mariti oppure dall’ideologia fanatica di certe donne. Oltretutto è emerso che una delle organizzatrici di quella manifestazione era Linda Sarsour, 36enne americana di origine palestinese sostenitrice dei Fratelli Musulmani, accusati di sostenere il terrorismo islamico, tanto che in Egitto, dove essi hanno avuto origine, il presidente Abdel-Fattah El-Sisi li ha messi al bando.


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