Niccolò Ciatti, ucciso Barcellona: le parole del ceceno che l'ha pestato a morte - Notizie.it
Niccolò Ciatti, ucciso Barcellona: le parole del ceceno che l’ha pestato a morte
Cronaca

Niccolò Ciatti, ucciso Barcellona: le parole del ceceno che l’ha pestato a morte

Niccolò Ciatti, ucciso Barcellona: le parole del ceceno che l'ha pestato a morte

Niccolò un ragazzo come tanti in vacanza in Spagna con gli amici. Purtroppo da vacanza a tragedia in pochi minuti. Niccolò è stato ucciso in una rissa

Niccolò Ciatti

Niccolò Ciatti, ucciso Barcellona: le parole del ceceno che l'ha pestato a morte

Era un ragazzo come tanti, un intero anno di lavoro in attesa delle vacanze con gli amici. Avevano scelto come meta Lloret de Mar in Spagna. Questa località è famosa per le discoteche ed il bel mare. Questa vacanza che doveva essere all’insegna del divertimento e del relax si è trasformata in tragedia. Era una sera come tante e Niccolò insieme ai suoi amici era in discoteca. Proprio lì viene massacrato di botte da un gruppo di ceceni ed ucciso. Eral’11 agosto e sono passati tre mesi dalla tragica serata. Uno dei ragazzi ceceni è stato fermato dalla polizia spagnola ed intervistato. Ai microfoni delle Iene ha rilasciato parole a dir poco scioccanti.

Intervista al ceceno

Niccolò Ciatti, ucciso Barcellona: le parole del ceceno che l'ha pestato a morte

Khabiboul Khabatov nella sua casa di Strasburgo ha incontrato l’inviata Veronica Ruggeri. Khabatov è alto circa un metro e 90, studia all’università e fa il buttafuori. Il ragazzo indossa la stessa maglietta che portava l’11 agosto scorso.

Ecco le sue parole:

” Io non mi sento in colpa per l’accaduto. In discoteca noi non eravamo per divertirci ma per parlare di lavoro. Appena dentro siamo passati accanto al gruppo di Niccolò ed uno di loro ha spinto il piccolo Vandam.” Le Iene raccontano che Vandam è il soprannome del ragazzo ceceno Rasul Bisultanov. Questo ha 24 anni ed è quello che ha dato il calcio alla tempia a Niccolò. Lui è l’unico che si trova in carcere in Spagna, gli altri due fermati sono stati rilasciati. Continuando il racconto della serata: ” Niccolò li ha spinti senza motivo e per questo Rasul e Niccolò si sono picchiati. Rasul ha cercato di fermare Niccolò ma è stato accerchiato. Gli amici di Ciatti hanno cercato di difendere il loro amico. Era da solo e sentendosi minacciato ha iniziato a picchiarli.” Khabatov ha detto che Rasul era sotto efetto di alcool e droghe. A questo punto il ceceno punta il dito contro il gruppo di amici del Ciatti.

Niccolò Ciatti, ucciso Barcellona: le parole del ceceno che l'ha pestato a morte

“Quando Niccolò è caduto in terra nessuno si è avvicinato lo hanno lasciato lì.

I suoi amici dovevano difenderlo ed intervenire durante la rissa. Certo che la morte di una persona è una tragedia. Durante le ore in caserma abbiamo pensato che forse era meglio se moriva uno di noi. Ora mi sento uno zombie, non riesco a sorridere, non tengo lo sguardo alto e mi limito a guardare a terra”.

Intervista agli amici di Niccolò

Gli amici di Niccolò hanno però raccontato una versione totalmente diversa. A fatica trattengono le lacrime ripensando a quella sera. Andrea afferma: “Eravamo in pista a ballare quando arrivano questi tre. Erano molto grossi ed hanno iniziato a discutere con Niccolò. All’improvviso quello con la maglietta rossa lo ha preso per il collo”. Quello che indossava la maglietta rossa era Mosvar Magamadov. E’ lui ad aver picchiato sia Niccolò che Andrea ed a iniziare la rissa. ” Ho provato a difenderlo saltandogli addosso e lui ha lasciato Niccolò. Mi ha preso per un braccio e buttato a terra.

Anche nel video si vede che entrambi eravamo a terra. In pista si era formato un cerchio come fosse un ring.” Difficile il racconto da parte di Andrea il dolore è ancora troppo vivo. ” Ad un certo punto a Niccolò è arrivato un calcio alla tempia come se la sua testa fosse un pallone”.

Il dopo l’aggressione

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A questo punto i ragazzi continuano il racconto con fare sempre più drammatico. “Niccolò con gli occhi sbarrati, Niccolò che non risponde. ” Niccolò a quel punto cerca di fare respiri profondi provando a tossire. Arriva la polizia e viene fatto il massaggio cardiaco in attesa dell’ambulanza. La folle corsa in ospedale, le telefonate alla famiglia, alla fidanzata. Una notte che mai potrà essere cancellata dalla loro mente. Viene chiesto loro se potevano fare di più. Simone ed Andrea rispondono “Si e ce lo chiederemo da oggi in avanti”.

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