Niccolò Fabi: dolore per la morte di Lulù si è trasformato
Niccolò Fabi: dolore per la morte di Lulù si è trasformato
Cronaca

Niccolò Fabi: dolore per la morte di Lulù si è trasformato

Niccolo Fabi

Niccolò Fabi traccia un bilancio di quanto realizzato, materialmente e non solo, ad 8 anni dalla nascita della Fondazione Parole di Lulù.

Il 1 settembre Parole di Lulù compie 8 anni. La fondazione è nata dopo la morte della figlia di Niccolò Fabi, stroncata all’età di 22 mesi da una meningite, ma il cantante precisa che le iniziative proseguono non per continuare ad avere “un rapporto con qualcuno che non c’è più”. “Parole di Lulù è un sentimento, e quel sentimento per fortuna non è che si esaurisce” spiega.

Niccolò Fabi e le Parole di Lulù

“Non so neanche se oggi la chiamerei ancora così, la Fondazione: il motivo per cui continua Parole di Lulù non è continuare ad avere un rapporto con qualcuno che non c’è più” precisa in una intervista al Corriere della Sera Niccolò Fabi. La fondazione è nata nel 2010 in memoria della piccola Olivia, la figlia del cantante morta a 22 mesi a causa di una meningite fulminante. Da allora sono stati raccolti 250mila euro in donazioni che hanno finanziato diversi progetti legati al mondo dell’infanzia.

Il 1 settembre la Fondazione compirà otto anni di attività e Niccolò Fabi fa un bilancio di quanto realizzato, assieme alla ex compagna Shirin Amini.

Tra gli obiettivi non ancora realizzati un parco giochi a Taranto che sia immune dalle polveri velenose dell’ILVA e frequentabile in serenità dai bambini.

“La verità è che siamo un Paese di esseri umani con grandi entusiasmi, generosità, slanci. – sottolinea il cantante – Un Paese sentimentale, che dà grandi prove di collettività nelle emergenze. Ma di fatto siamo solisti, non orchestre, imbrigliati fra i tanti cavilli burocratici”. La Fondazione è nata il giorno dopo il compleanno di Lulù, come la coppia chiamava la figlia, ma a distanza di anni Niccolò Fabi ammette che si rimane soprattutto “attaccati a quello che noi abbiamo imparato grazie all’esistenza di qualcuno”. E’ questo, prosegue, che “ci permette di concretizzare qualcosa”.

La trasformazione

“Purtroppo o per fortuna sono entrata in contatto col dolore molte volte, e trasformarlo mi è sembrata l’unica via percorribile” spiega anche Shirin Amini. “Considero un privilegio – sottolinea – tutte le persone che mi sono state e mi sono accanto alleggerendo e colorando la mia vita di emozioni, intensità e leggerezza: ridere è fondamentale, ridere di sé è importante”.

La ex compagna di Niccolò Fabi rivela che questo processo di “trasformazione” è iniziato cominciando a colorare “la nostra casa di alberi in tutte le stagioni, arcobaleni e balene, trasformandola in un asilo”. “Quel lavoro fisico e manuale è stato per me e chi mi era accanto una meravigliosa metafora pratica di ciò che intendo per trasformazione” sottolinea.

La separazione non è la fine

“Tutte le cose più importanti che ho imparato le ho imparate separandomi” specifica ancora Niccolò Fabi. “Quindi non riesco a vedere una fine di qualcosa come qualcosa di negativo, che toglie dignità: non considero neanche il fatto che io e Shirin ci siamo lasciati come un fallimento, anzi a maggior ragione Parole di Lulù ha un ulteriore significato, in virtù di questo” chiarisce. “Parole di Lulù è un sentimento, e quel sentimento per fortuna non è che si esaurisce” assicura il cantante.

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