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Nicolò Cafagna morto a 38 anni: addio al blogger che raccontava con ironia la sua malattia

Ha raccontato la sua malattia con il sorriso, che non ha mai perso nonostante i momenti di difficoltà e sconforto: a 38 anni è morto Nicolò Cafagna.

Nicolò Cafagna morto

È stato per molti un grande esempio. Simbolo di forza, grinta e viscerale attaccamento alla vita. Profondamente appassionato di vita, intimamente attaccato alla bellezza del mondo, mai travolto dalle difficoltà e dai momenti di sconforto, sebbene a volte si facesssero sentire con prepotenza.

Sui social ha raccontato la sua malattia con ironia: a 38 anni Nicolò Cafagna è morto.

Nicolò Cafagna, morto a 38 anni

Il blogger conosciuto sui social e sulle pagine del giornale brianzolo il Cittadino è deceduto a 38 anni a causa di una polmonite che ha complicato il suo stato di salute.

Dopo la morte di Martina Tabacchini, che nel suo blog raccontava la lotta contro il cancro, addolora la perdita di Nicolò Cafagna.

La notizia avvolge nel dolore familiari, amici e semplici fan, che lo hanno conosciuto magari su Instagram ma che a lui si sono subito affezionati.

Nicolò Cafagna morto, la sua storia

L’ultimo post su Instagram è datato lunedì 2 agosto 2021. Nicolò, ancora una volta, appariva scherzoso e ironico. La foto lo ritrae disteso nel letto dell’ospedale San Gerardo di Monza. Annunciando di essere stato ricoverato, ha scritto: “Per chi mi ama: qualche giorni dopo aver annunciato le dimissioni dalla Cattoclinica, vengo assunto al San Gerardo di Monza con una polmonite! Sono di nuovo tra le mura amiche… Ma che mese de…”.

Sono passati solo pochi giorni ed è arrivata la notizia che nessuno avrebbe mai voluto sentire. Nicolò Cafagna, giornalista e scrittore e monzese, ha perso la vita.

Nicolò, classe 1983, era affetto dalla nascita dalla distrofia muscolare di Duchenne (che chiamava scherzosamente “la francesina”). Si tratta di una malattia neurodegenerativa che colpisce i muscoli e ha ripercussioni sulle corde vocali. Nell’ultimo periodo, inoltre, la malattia lo costringeva a letto per gran parte della giornata.

A Monza era conosciuto e stimato. Scriveva per un giornale locale, il Cittadino, e con i suoi articoli faceva riflettere (e sorridere) sul tema della disabilità. La sua penna era molto amata e i suoi articoli appassionavano tanti lettori, affrontando argomenti a lui molto cari con spirito critico e costruttivo, senza mai cercare pietà o commiserazione.

Di grande successo il suo libro, “Diverso da chi? Storie a rotelle e ironia senza freni”. Un racconto intimo, profondo e personale con la prefazione di Marco Cappato. Con la sua penna pungente e ironica, nel libro affronta il tema della disabilità nel mondo del lavoro, della scuola, dello sport e persino del sesso. Oltre alle pagine del giornale, i social erano diventati il suo mezzo di comunicazione, affiancato dall’amorevole aiuto della sorella Federica, che per lui (e i suoi follower) faceva da voce durante le interviste.

Nicolò Cafagna morto, i messaggi per lui

Il Cittadino di Monza ha ricordato il collega dedicandogli un lungo articolo. “Nicolò ha reso migliore il Cittadino, ha reso migliore tutti quelli che l’hanno conosciuto, ha reso migliore Monza. Si è anche candidato consigliere comunale con la lista Civicamente, per quell’idea che ci fosse molto, moltissimo da fare”, si legge.

Nicolò aveva fatto parte anche della Squadra di Wheelchair Hockey (hockey su carrozzina elettrica) di Monza, gli Sharks. Proprio il team, tra i molti messaggi di saluto dedicati a Nicolò, ha inviato un ultimo pensiero all’ex compagno. Salutandolo sui social, scrivono: “Gli Sharks perdono un altro pezzo della loro storia. Nicolò Cafagna, tra i primi a far parte della squadra, ci ha lasciati. Alla sua famiglia e a tutte le persone che gli hanno voluto bene va il nostro più grande abbraccio”.

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