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Nigeria : grande prova di democrazia

Una calma sorprendente ai seggi elettorali per un Paese africano che in questo caso ha confermato quanto il cammino verso una democrazia compiuta sia lungo ma possibile. Infatti secondo gli osservatori internazionali, la partecipazione al voto (73 milioni gli aventi diritto su una popolazione di 155 milioni) è stata alta e le operazioni di voto si sono svolte nella calma. Sono stati segnalati solo pochi incidenti di scarso rilievo e che non hanno causato feriti ma infondo comuni anche ad altri Paesi con una democrazia più matura. ( e senza voler essere profeta in patria forse le stesse scene di schermaglie verbali che degenerano in spintoni e solo qualcosa di più, si vedranno anche qui da noi alle prossime amministrative!)
Comunque la contesa elettorale consegnataci dai primi dati provenienti dai seggi scrutinati, ci offre uno scenario di sostanziale riconferma del presidente uscente della Nigeria, Goodluck Jonathan, il quale è in testa in 20 dei 36 Stati della Federazione.

Le elezioni presidenziali si sono svolte sabato 16 aprile. I risultati definitivi relativi a 30 Stati darebbero Jonathan vincente in 20 Stati e il suo principale avversario Muhammadu Buhari in 9. Un altro candidato, Nuhu Ribadu, avrebbe guadagnato l’ultimo Stato. Secondo la Costituzione nigeriana, per vincere senza andare al ballottaggio, il candidato che ha avuto più voti deve anche ottenere almeno un quarto dei voti in 24 dei 36 Stati.
Il generale Muhammadu Buhari, musulmano del nord di stretta osservanza, è un ex dittatore che ha guidato il Paese dal 1984 al 1985. Goodluck Jonathan, cristiano nato nella regione petrolifera del meridionale Delta del Niger, era vicepresidente ed è diventato presidente in seguito alla morte nel 2010 del capo di stato in carica, Umaru Yar’Adua.


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