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Nigeria, il sacerdote cattolico don Alphonsus Yadhim Bello è stato ucciso a Kaduna

Il sacerdote cattolico don Alphonsus Bello è stato ucciso in Nigeria durante l'attacco ad una parrocchia: aveva circa 30 anni.

Sacerdote cattolico ucciso Nigeria

Tragedia in Nigeria, nello Stato di Katsina, dove un sacerdote cattolico è stato ucciso durante un assalto condotto da uomini armati non identificati. La stessa banda ha poi rapito un altro prete di 70 anni.

Sacerdote ucciso in Nigeria

L’agguato si è verificato nella notte tra giovedì 20 e venedì 21 maggio nella parrocchia di St.

Vincent Ferrer a Malunfashi. Un gruppo di soggetti dal volto coperto hanno fatto irruzione esplodendo alcuni colpi che hanno raggiunto don Alphonsus Bello, questo il nome della vittima, per poi rapire il collega don Joe Keke. Altre persone sono rimaste ferite nella colluttazione.

Il direttore delle comunicazioni sociali nazionali del segretariato cattolico della Nigeria, padre Mike Umoh, ha confermato la notizia e reso noto che i malviventi hanno deposto il corpo senza vita del parroco nei terreni agricoli dietro la Scuola di formazione catechistica.

Sacerdote ucciso in Nigeria

Lo stesso Padre Umoh ha dichiarato che Don Keke, ex parroco, ha circa 70 anni mentre don Bello aveva trent’anni. Mentre le autorità hanno trovato il cadavere del secondo, non ci sono notizie sulla sorte del primo e finora non è stato stabilito alcun contatto con i rapitori. Nel frattempo una fonte attendibile dalla diocesi cattolica di Sokoto ha spiegato che il sacerdote defunto apparteneva all’arcidiocesi di Kaduna ma era distaccato nella diocesi di Sokoto e dispiegato nella parrocchia di Malumfashi a Katsina.

La fondazione pontificia Aiuto alla Chiesa che soffre ha specificato che la vittima era stata ordinata tre anni fa. Questo il suo appello: “Nel giro di pochi giorni sono stati rapiti altri tre sacerdoti. E dietro loro ci sono comunità di fedeli. Basta violenza!“.

Sacerdote ucciso in Nigeria: l’ennesimo caso in poco tempo

Tra i rapimenti più recenti si ricorda quello che, ad aprile, coinvolse cinque sacerdoti e due suore ad Haiti. I soggetti erano stati rapiti mentre si dirigevano verso la parrocchia di Galette Chambon, a Ganthier, per partecipare all’insediamento, come parroco, di padre Jean Arnel Joseph.

I rapitori avevano chiesto una ingente somma di denaro per il rilascio dei rapiti e nei giorni successivi al sequestro la comunità cattolica haitiana aveva espresso indignazione per quella che è stata definita la “dittatura del rapimento” ad Haiti, anche attraverso uno sciopero nazionale delle attività cattoliche. Il 30 aprile tutti sono stati rilasciati.

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