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No Green Pass, Giuliano Castellino: perché nessuno lo ha controllato

No Green Pass, Giuliano Castellino: perché nessuno ha controllato il leader forzanovista romano che ha guidato l'assalto alla Cgil del 9 ottobre

Giuliano Castellino

Manifestazioni dei No Green Pass e violenze annesse, c’è un evidente “caso Giuliano Castellino” che in queste ore si sta facendo spada di Damocle per la ministra dell’Interno Luciana Lamorgese, un caso che si condensa tutto in una domanda: perché nessuno lo ha controllato? 

Il caso Castellino: sul perché nessuno lo abbia controllato diatribe politiche e polemiche oggettive

Da un lato infatti c’è la diatriba politica pelosa sui cosiddetti “mandanti morali”, dall’altro c’è la questione empirica degli esecutori certi, certi e impuniti in tempistica di intervento, a considerare il caso del leader di Forza Nuova che è stato arrestato dopo che il danno era stato già fatto. 

Giuliano Castellino e l’arresto tardivo: perché nessuno lo ha controllato

Insomma, il Viminale di questi giorni non è certamente luogo dove si sta tranquilli o in pace con se stessi in quanto a coscienza istituzionale, almeno secondo il parare di molti analisti dei media e di buona parte della politica, perfino del pacioso e solitamente conciliante Enrico Letta.

Il sunto di quelle critiche è che un ministro dell’Interno nel pieno delle proprie funzioni istituzionali non può ignorare falle di contenimento e pregressi di personaggi come Castellino. 

Il Viminale e la “distrazione” su  Castellino: perché nessuno lo ha controllato

Il leader di FN infatti è stato in un certo senso “bloccato ex post” e non disinnescato in tempo per evitare che promuovesse danni, e il compito del dicastero che dirige la Polizia e sovrintende la sicurezza dovrebbe essere esattamente quello di evitare i guai, non di compensare gli effetti.

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