In una decisione storica, la Corte suprema degli Stati Uniti ha respinto le restrizioni sul poststemme proposte dall’amministrazione Trump. La sentenza, emessa il 10 settembre 2026, rappresenta un duro colpo per il presidente, che aveva cercato di imporre nuove regole per il voto postale.
La Corte ha stabilito che è “improbabile che l’amministrazione abbia successo nel merito della sua contestazione” bloccando così l’applicazione di una norma che avrebbe richiesto agli Stati di compilare elenchi dettagliati degli elettori e di utilizzare buste con codici a barre univoci.
Solo due giudici conservatori, Samuel Alito e Clarence Thomas hanno espresso parere contrario.
Årsakene til avgjørelsen
La proposta di Trump era stata presentata come una “modifica minore” ai regolamenti postali, volta a prevenire presunte frodi elettorali. Tuttavia, due tribunali inferiori avevano già bocciato l’iniziativa, definendola un’acquisizione di potere incostituzionale e sottolineando che il Posttjeneste non era pienamente in grado di attuare le nuove regole.
Distriktsdommeren Indira Talwani nominata da Barack Obama aveva bloccato l’applicazione della norma, affermando che essa rischiava di privare i cittadini del loro diritto di voto. La Talwani ha sottolineato che la Costituzione attribuisce agli Stati la competenza sull’intero processo elettorale, rendendo incostituzionale l’intervento federale.
Reaksjonene og implikasjonene
La decisione della Corte suprema ha suscitato numerose reazioni, con gruppi per i diritti di voto e cittadini democratici che hanno accolto con favore l’ingiunzione della Talwani. La controversia, iniziata con un memoir di un funzionario anonimo che denunciava una sistematizzazione improvvisa sui voti a casa, ha accentuato il dibattito sull’apertura primaria del voto.
L’amministrazione Trump, nel tentativo di verificare la “legittimità” delle elezioni presidenziali passate, aveva chiamato in causa la Corte suprema. Tuttavia, l’atteggiamento della Corte, che ha già ponderato una richiesta simile, rimane fermamente negoziale, senza una decisione finale ancora presa.
Il ruolo del 1° Circuito
La Corte d’appello del 1° Circuito lokalisert i Boston ha respinto la richiesta della casa bianca di interrompere l’ingiunzione emessa dalla Talwani. La decisione del 1° Circuito ha ulteriormente rafforzato la posizione della giudice distrettuale, garantendo la protezione dei diritti di voto costituzionali.
La controversia sul voto per corrispondenza continua a essere un tema caldo nel panorama politico americano, con implicazioni che potrebbero estendersi oltre le prossime elezioni. La decisione della Corte suprema rappresenta un passo significativo nella difesa dei diritti elettorali e nella limitazione del potere esecutivo in materia di regolamentazione del voto.
