Omicidio Noemi: tracce di sangue nell'auto del papà del fidanzato. "Mai l'avrei aiutato"
Omicidio Noemi: tracce di sangue nell’auto del papà del fidanzato. “Mai l’avrei aiutato”
Cronaca

Omicidio Noemi: tracce di sangue nell’auto del papà del fidanzato. “Mai l’avrei aiutato”

Noemi

Sono state trovate tracce di sangue nella macchina del papà del fidanzato di Noemi. Ora il padre di Lucio parla della malattia mentale del figlio.

Le tracce di sangue

Continuano le indagini sul caso dell’omicidio di Noemi Durini, ragazza di soli 16 anni. Lucio, il fidanzato, è già stato identificato come l’omicida, ma stanno continuando ad analizzare ogni elemento del delitto, per comprendere fino in fondo le dinamiche. Un elemento certo è che, nonostante il ragazzo avesse solo 17 anni, la sera dell’omicidio era alla guida dell’auto del padre. Sono state trovate, infatti, persino delle tracce di sangue nella macchina: alcune sulla cintura di sicurezza, altre sulla parte esterna della portiera. Si riconoscono anche i segni di pulizia, fatta evidentemente per cancellare le macchie di sangue più grandi ed evidenti. Ora bisognerà analizzare le gocce di sangue trovate per confermare che appartengano a Noemi. Visto che la macchina usata da Lucio era quella del padre è stato chiesto a Biagio, 61enne, se fosse a conoscenza di quanto avesse fatto il figlio.

Le parole del padre

Papà Biagio è triste e frustrato allo stesso tempo.

Il figlio Lucio aveva parlato col padre la sera prima del delitto e avrebbe confessato le sue intenzioni nei confronti di Noemi. Pare che la risposta del padre sia stata “Sei hai le palle vai” ma ora Biagio parla con aria sconfitta. Non avrebbe mai aiutato il figlio in una cosa del genere e, a dire il vero, già da tempo si era accorto della personalità schizofrenica del figlio. “Ho cercato in tutti i modi di aiutarlo mio figlio. È malato, l’ho visto cambiare di giorno in giorno, peggiorare da quando aveva conosciuto quella ragazza. Non mi hanno aiutato. Lo psichiatra mi aveva detto che avrebbe mandato uno psicologo per seguirlo invece non è arrivato nessuno” Per questo papà Biagio cova il rancore verso una comunità che lo mostrava a dito come un cattivo padre e, allo stesso tempo, anche contro Noemi, la ragazza morta.

La rabbia

Anche alla trasmissione televisiva di Rai 3, Chi l’ha visto?, la rabbia di papà Biagio ha sconvolto perché si è riversata anche contro la ragazza morta, Noemi.

Era cresciuta per la strada, a mio figlio lo picchiava e lo esorta a ucciderci. Per colpa sua ha avuto tre Tso” e continua “Le avevo provate tutte per tenerli lontani lui e Noemi. Lo avevo mandato persino dai parenti a Monza ma lei lo ritrovava sempre.Vedeva in Noemi la causa scatenante dei problemi psichici del figlio; come se l’amore sfrenato della ragazza potesse portare a galla la parte peggiore di Lucio. In realtà il ragazzo era in cura già da molto tempo al Dipartimento di salute mentale di Galliano per un disturbo di personalità schizoide. La preoccupazione principale del padre era, però, rivolta a quanto si sarebbe detto in paese se avesse fatto ricoverare a tempo indeterminato il figlio. Purtroppo, per dare troppa importanza alle voci di paese, Lucio non è mai stato seguito a dovere e Noemi, ora, non c’è più.

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