'Non ci fu voto di scambio', la magistratura assolve Lombardo e il figlio
‘Non ci fu voto di scambio’, la magistratura assolve Lombardo e il figlio
Catania

‘Non ci fu voto di scambio’, la magistratura assolve Lombardo e il figlio

Il fatto non sussiste. Con questa motivazione il giudice Laura Benanti ha assolto l’ex governatore della Regione Sicilia, Raffaele Lombardo, dall’accusa di voto di scambio. Assolto anche con la stessa formula il figlio Toti, consigliere regionale, anche lui imputato per lo stesso reato. La procura, nella figura di Lina Trovato e Rocco Liguori aveva richiesto la pena di un anno e due mesi e cinque anni di interdizione dai pubblici uffici.

Per il figlio Toti, i pm avevano chiesto 10 mesi, così come avevano chiesto 10 mesi anche per altri tre imputati nella vicenda, Ernesto Privitera, Giuseppe Giuffrida e Angelo Marino, accusati di avere beneficiato del voto di scambio. Nelle conclusioni finali, il legale dell’ex governatore, Salvo Pace, aveva chiesto l’assoluzione ‘perchè il fatto non costituisce reato’.

Raggiante il legale di Lombardo dopo la lettura della sentenza, avvenuta proprio nel giorno del compleanno dell’imputato: ‘Non vi nascondo che Lombardo era commosso – ha dichiarato l’avvocato Pace – e peraltro oggi è il suo compleanno.

Ma non è un regalo immeritato, io credo che sia meritato. Questo processo poteva passare come il processo alla storia di Raffaele Lombardo, alla gestione del potere da parte sua e noi avvertivamo poteva esserci questo rischio. Era accusato di voto di scambio, il reato tipico del politico che si è fatto un clientelismo. E allora – prosegue il legale di Lombardo- inevitabilmente una condanna oggi di Raffaele Lombardo per questa ipotesi avrebbe comportato un giudizio dell’opinione pubblica, un giudizio alla sua vita complessiva, al suo operare complessivo come di una persona che ha raggiunto forse i massimi livelli del potere. E ora è un peso che lui si è tolto’.

Sollevato Raffaele Lombardo che nella serata di giovedi, ha voluto esprimere tutta la propria commozione per l’attesa pronuncia della magistratura: ‘Alla fine ritengo che la fiducia nella magistratura paghi – ha dichiarato l’ex governatore – una magistratura competente, attenta e limpida. Per preparare le dichiarazioni spontanee che ho sostenuto prima che il giudice si ritirasse in camera di consiglio non ho dormito per due giorni e ho perso tre chili.

In mezzo in questa storia c’era mio figlio e questo mi ha fatto entrare in una condizione di tensione e apprensione che non ho mai provato. Alla fine ringrazio Iddio…‘.

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