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Norvegia: spaventoso numero di violenze sessuali in un piccolo paesino lappone

Tysfjord, provincia di Nordland in Norvegia, luogo di un triste primato: oltre 82 vittime di stupro su una popolazione di 2000 persone.

Norvegia
Tysfjord, provincia di Nordland in Norvegia, luogo di un triste primato: oltre 82 vittime di stupro su una popolazione di 2000 persone.

Sembra quasi che le violenze e gli abusi sessuali in questo periodo siano una vera e propria pandemia. Un fenomeno sotterraneo, da molti conosciuto e combattuto che solo ora sembra emergere prepotentemente alle cronache mondane. Casi piccoli per lo più nel mondo occidentale. Poco conosciuti, ma sicuramente ingenti, i numeri che riguardano invece il resto del mondo. Un fenomeno oscuro e pesante come una cappa di nubi. I numeri del caso qui trattato sono spaventosi 82 vittime di violenze sessuali e abusi che convivono con circa 99 carnefici e aguzzini. Siamo nella municipalità di Tysfjord, precisamente nel villaggio lappone di Drag (2000 anime) in Norvegia. Regione norvegese del Nordland.

Questo è il nome del luogo dell’orrore che registra un numero spaventosamente alto di abusi sessuali e violenze.

Se si ripercorre lo storico della polizia, alcune di queste violenze risalgono al 1953 (sono in prescrizione), portando il numero delle vittime a 151. Vittime, tutti cittadini della Norvegia di origini Sami (o lapponi) che hanno una età compresa tra i 4 e i 75 anni.

Drag, Norvegia, luogo dell’orrore

Il piccolo paesino di Drag è il luogo del misfatto sopra riportato. La stragrande maggioranza delle vittime (circa il 70% almeno) appartiene alla comunità lappone. Sono tutti, o quasi, di religione luterana, seguaci di una branca riformista della riforma. La polizia della vicina Tysfjord ritiene che non vi sono motivazioni discriminanti nella scelta delle vittime, quasi tutte lapponi. Un motivo razzista è dunque escluso a priori dagli investigatori. Né c’è da temere che queste siano state scelte in base allo loro credenze religiose, altro ricorrente paradigma di discriminazione.

A rassicurare la stampa è l’ufficiale della polizia norvegese Tone Vangen.

Tuttavia la polizia sospetta che l’impunità dei carnefici sia dovuta a un tacito accordo con la chiesa protestante locale. Potrebbe darsi che molti abbiano scelto la via del pentimento anziché quella della polizia per confessare i propri crimini. Meccanismo interni alle piccole comunità che spesso agiscono come filtri e non lasciano emergere scomode verità. Un risvolto preoccupante per quel che riguarda il paesino di Drag. Un oscuro collante della comunità degno dei migliori thriller.

La radice del caso

Non molto tempo prima, nella stessa area di Tysfjord era stato registrato un caso di violenza sessuale ai danni di minori. Erano tutte ragazzine comprese tra i 7 e i 16 anni. Anche qui il caso aveva numeri spaventosi per il mondo occidentale: ben 120 denunce.

Il caso scoppiò lo scorso Maggio e si protrasse nei mesi a seguire comportando un notevole sforzo investigativo. 80 furono i sospettati di violenza e 16 fascicoli vennero aperti dalla locale polizia. Al tempo non vennero rilasciate altre informazioni sul caso: non ve ne erano. Vi era solo la speranza della polizia di riuscire a trovare una traccia entro l’autunno dell’anno. Mai avrebbero potuto immaginare che i numeri di questa catena si sarebbero concretizzati in una così alta percentuale in una piccola comunità. Un caso assolutamente spaventoso e senza precedenti nella storia della moderna Norvegia.


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