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Notizie Flash: 1/a edizione - L'estero

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(Adnkronos) - Pechino. Prosegue in Cina, dopo le proteste dei giorni scorsi, l'alleggerimento delle misure contro il covid. A Pechino sono stati rimosse le cabine per i test e non viene più richiesto il risultato negativo per accedere ai supermarket, e da lunedì alla metropolitana...

(Adnkronos) – Pechino.

Prosegue in Cina, dopo le proteste dei giorni scorsi, l'alleggerimento delle misure contro il covid. A Pechino sono stati rimosse le cabine per i test e non viene più richiesto il risultato negativo per accedere ai supermarket, e da lunedì alla metropolitana, mentre a Shenzhen, nel sud, come prima a Chengdu o Tianjin, non sarà più richiesto ai pendolari di esibire il risultato negativo di un test per poter recarsi al lavoro sui mezzi pubblici o anche per poter entrare in un parco.

I casi tuttavia continuano ad aumentare. Guangzhou e Pechino, dove in alcuni complessi residenziali sarà possibile ora trascorrere la quarantena a casa, sono all'avanguardia per la cancellazione delle misure. Sono stati nel frattempo registrati 3.933 casi di covid e 28.894 casi asintomatici.

Washington. Il price cap sul petrolio russo introdotto dal G7 che entrerà in vigore da lunedì significa, di fatto, la ridefinizione dei principi del libero mercato, ha commentato l'ambasciata russa a Washington.

"Nascondendosi dietro nobili principi, gli strateghi di Washington mantengono un muro di silenzio sul fatto che i disequilibri dei mercati dell'energia scaturiscono dalle loro azioni maligne, a partire dalle sanzioni contro la Russia e il bando di importazioni di energia dal nostro Paese", si legge nella nota. "Con la tenacia richiesta a migliori obiettivi, l'Occidente collettivo sta cercando di ridefinire i principi alla base del libero mercato. Passi come questo inevitabilmente si ripercuoteranno in una maggiore incertezza e in costi più alti, per i consumatori, per le materie prime.

E d'ora in poi, nessun Paese sarà immune all'introduzione di price cap di ogni tipo sulle sue esportazioni".

Washington. Il Presidente francese Emmanuel Macron ha incontrato, nel corso della sua visita di Stato negli Stati Uniti, anche il nuovo proprietario di Twitter, Elon Musk con cui ha avuto un colloquio "chiaro e onesto" al termine del quale ha assicurato l'impegno della piattaforma per eliminare i contenuti estremisti e associati al terrorismo, vale a dire al rispetto della Christchurch Call Initiative lanciata dopo l'attacco terrorista in Nuova Zelanda.

"Non c'è posto da nessuna parte per contenuti associati al terrorismo e al violento estremismo", ha precisato Macron. Con Musk il Presidente francese ha reso noto di aver discusso anche di "politiche trasparenti sugli utenti, sul rinforzamento significativo della moderazione dei contenuti e della protezione della libertà di parola". "Sforzi devono essere fatti da Twitter per rispettare le regolamentazioni europee", ha quindi concluso Macron, su Twitter.

Bruxelles. "La missione in Cina era indispensabile che avvenisse ora. C'è una guerra in Ucraina, una minaccia nucleare, il rischio di una terza guerra mondiale e la Cina è un attore globale estremamente importante, membro permanente del Consiglio di sicurezza dell'Onu, ha dei legami con la Russia. L'Ue ha interessi economici rilevanti e un legame per le catene di approvvigionamento. L'Ue deve portare i suoi interessi e i suoi valori ed è quello che ho fatto nel quadro tradizionale dei Trattati", ha spiegato il Presidente del Consiglio Ue, Charles Michel, in una intervista al Corriere di ritorno da Pechino dove "ho evidenziato le menzogne russe e spiegato la posizione dell'Ue".

Londra. Le forze russe continuano a investire gran parte del loro sforzo militare e potenza di fuoco complessivo lungo i 15 chilometri della linea del fronte intorno alla città di Bakhmut, nella regione di Donetsk. Il piano di Mosca sembra essere quello di circondare la città, con avanzamenti tattici a nord e a sud, spiega il ministero della Difesa britannico nel consueto aggiornamento quotidiano sull'andamento della guerra in Ucraina. Negli ultimi giorni, la Russia ha molto probabilmente effettuato "progressi limitati sull'asse meridionale di questa offensiva", con cui cerca di consolidare teste di ponte limitate a ovest del terreno paludoso del fiume Bakhmutka. La Russia ha dato la priorità a Bakhmut, dall'inizio dello scorso agosto. La cattura della città avrebbe un valore operativo limitato anche se consentirebbe potenzialmente a Mosca di minacciare le zone urbane più significative di Kramatorsk e Slovyansk. "Tuttavia la campagna è stata costosa in modo spropositato in relazione ai possibili vantaggi. C'è una possibilità realistica che la cattura di Bakhmut sia diventata principalmente un obiettivo politico simbolico", si conclude.

Riga. E' bufera sul canale indipendente russo Dozhd Tv, "in esilio" in Lettonia dallo scorso giugno, dopo che, il primo marzo, pochi giorni dopo l'inizio dell'invasione russa dell'Ucraina, le autorità a Mosca ne hanno ordinato la chiusura. Il giornalista Aleksei Korostelev giovedì in trasmissione ha spiegato la sua intenzione di lasciare spazio alle storie dei soldati russi per fare in modo che potessero essere meglio equipaggiati. La rete ha immediatamente preso le distanze dalle sue parole e Korostelev è stato licenziato. L'anchor di punta di Dozhd Tv, Katya Kotrikadze, è intervenuta per ribadire la posizione contro la guerra dell'emittente. Ma il vice Premier lettone e ministro della Difesa, Artis Pabriks, ha chiesto il ritorno in Russia della redazione della televisione russa in esilio e la revoca della licenza di trasmissione. Dozhd ha anche ricevuto una multa di 10mila euro per aver esibito una cartina in cui la Crimea era inserita nella Federazione russa e per aver detto "il nostro esercito" in riferimento alle forze russe. Il Consiglio nazionale per i media ha denunciato che è stata aperta una inchiesta amministrativa su Dozhd Tv, per le parole di Korostelev, dopo due diverse violazioni delle norme di condotta. Una terza porterebbe alla revoca della licenza.

Demolita, per ordine delle autorità, la casa di famiglia dell'atleta iraniana Elnaz Rekabi che lo scorso ottobre, in Corea del Sud, aveva gareggiato senza velo, ha reso noto il sito di notizie IranWire. Rekabi, come la 22enne Masha Amini, morta in carcere dopo essere stata arrestata per non ver indossato il velo, sono diventate il simbolo della protesta che si è diffusa in tutto il Paese per maggiori libertà per le donne. Le immagini diffuse da IranWire mostrano una struttura distrutta e medaglie gettate per terra, oltre che il fratello dell'atleta, Davood, in lacrime.

Teheran. L'Iran inizia a costruire una nuova centrale nucleare nel sud ovest del Paese, a Darkhoveyn, al confine con l'Iraq, ha annunciato Mohammad Eslami, il capo dell'agenzia nucleare iraniana, in visita al sito. Il reattore avrà una capacità di 300 megawatt. Il progetto per la nuova centrale risale a prima della Rivoluzione del 1979. Sarà interamente realizzata da compagnie iraniane al costo di due miliardi di dollari.

Kiev. La Commissione d'inchiesta internazionale indipendente delle Nazioni Unite per le indagini sui crimini di guerra russi ha dichiarato che l'impatto della guerra sui bambini ucraini è stato devastante è ha sottolineato il costante aumento delle minacce ai diritti e alla vita dei bambini. Al termine della sua indagine, la Commissione delle Nazioni Unite, composta Eric Mese dalla Norvegia, Jasminka Dzumhur dalla Bosnia-Erzegovina e Pablo de Greiff dalla Colombia, ha evidenziato che la distruzione delle scuole influisce sulla disponibilità dell'istruzione, anche nelle aree disoccupate delle regioni di Kharkiv e Kherson.

Bruxelles. "La migrazione è un tema sensibile, negli ultimi mesi abbiamo osservato un aumento dei numeri attraverso la rotta del Mediterraneo centrale e la rotta balcanica. C'è il patto sulla migrazione e l'asilo presentato dalla Commissione ed è la base per dare risposte strutturali e per trovare un equilibrio tra responsabilità e solidarietà. A margine del G20 a Bali ho parlato con il primo ministro Meloni e le ho proposto che la questione sia prima affrontata a livello di ministri nella riunione di dicembre e come sempre valuteremo se e quando il Consiglio europeo deve essere coinvolto. Bisogna essere ragionevoli, razionali e saggi", ha spiegato, in una intervista al Corriere della Sera, il Presidente del Consiglio Ue, Charles Michel.