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Notre Dame De Paris torna in scena dopo vent’anni, più emozionante e attuale che mai

È di nuovo il tempo delle cattedrali: dopo vent'anni, Notre Dame De Paris torna in tour con il cast originale e le musiche di Riccardo Cocciante.

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Il tempo è un giudice severo e impietoso, ma corretto. Vent’anni è un lasso di tempo lungo, molto lungo, troppo a volte nel caso di opere che non sanno sopravvivere a se stesse e alla propria contemporaneità, che non sanno andare oltre.

Non è così per Notre Dame De Paris.

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Dopo due decenni dalla sua prima comparsa sui palcoscenici italiani (era il 14 marzo 2002 a Roma), il tempo delle cattedrali torna in scena con il suo cast originale.

Giò Di Tonno (Quasimodo), Lola Ponce (Esmeralda), Vittorio Matteucci (Frollo), Matteo Setti (Gringoire), Leonardo Di Minno (Clopin), Graziano Galatone (Febo) e Tania Tuccinardi (Fiordaliso) rimettono i panni del Gobbo, dei suoi amici e nemici, e dei “clandestini” che brulicano all’ombra di Notre Dame nella Parigi della fine del Quindicesimo secolo.

Tornano a ballare, cantare e far sognare il pubblico sulle musiche di Riccardo Cocciante; pubblico che, già innamorato del musical, per la maggior parte le sa a memoria, fatta eccezione per i pochi giovani e giovanissimi che vedono lo spettacolo per la prima volta.

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Ma come tutte le vere opere d’arte, Notre Dame De Paris non è solo uno spettacolo di straordinaria maestria e bellezza. Come solo i veri capolavori sanno fare, dimostra che l’uomo è uno e lo stesso nel corso dei secoli, che c’è qualcosa chiamato umanità che resiste all’erosione del tempo restando universale e fedele alla propria natura.

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Temi come l’amore, il sesso, la diversità toccano le stesse corde e muovono le stesse emozioni da sempre e per sempre, dal tardo Quattrocento di Quasimodo all’Ottocento di Hugo, da vent’anni fa a oggi. Il dolore del Gobbo per il mondo ingiusto e l’amore non corrisposto (Dio, ma quanto è ingiusto il mondo / bello in lui e brutto in me) parla a noi oggi come agli spettatori del 2002, al pubblico di ogni epoca e latitudine, genere ed estrazione sociale – così come fanno la ricerca di libertà e di amore di Esmeralda, il cuore diviso di Febo, la passione proibita di Frollo.

Della nostra società, forse come mai prima d’ora, parlano i “clandestini”, i folli, e il tentativo (barbaro, quello sì, e inutile) di reprimere il diverso, di scacciare, nascondere e schiacciare ciò che non rientra nei canoni di una civiltà perfetta, liscia, senza increspature e mescolanza, senza macchie e voci fuori dal coro. Dopo vent’anni, potente come sempre, il tempo delle cattedrali è tornato a ricordarcelo.

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Notre Dame De Paris, il tour

Dopo l’esordio a Milano lo scorso 3 marzo (e dove resterà in programma al Teatro Arcimboldi fino al 5 aprile), la tournée prosegue nelle seguenti tappe:

  • Ancona (8-10 aprile)
  • Jesolo (15-18 aprile)
  • Firenze (4-8 maggio)
  • Roma (12-22 maggio)
  • Reggio Calabria (26-28 maggio)
  • Lugano (9-12 giugno)
  • Genova (30 giugno-3 luglio)
  • Codroipo (8-10 luglio)
  • Lanciano (22-24 luglio)
  • Ferrara (27-31 luglio)
  • San Pancrazio Salentino (5-7 agosto)
  • Cagliari (12-14 agosto)
  • Palermo (18-24 agosto)
  • Torre del Lago (8-11 settembre)
  • Napoli (27-30 ottobre)
  • Bari (3-6 novembre)
  • Catania (11-20 novembre)
  • Eboli (26-27 novembre)
  • Bologna (2-4 dicembre)
  • Torino (9-11 dicembre)
  • Trieste (14-18 dicembre).

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