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Nuova inchiesta sul caso Moro, perquisito l’ex brigatista rosso Persichetti

Nuova inchiesta sul caso Moro, perquisito l’ex brigatista rosso Persichetti, la Digos cerca la prove della disponibilità di quel materiale top secret

Aldo Moro, rapito e ucciso dalle Br

Nuova inchiesta sul caso Moro, perquisito l’ex brigatista rosso Paolo Persichetti, secondo la Procura di Roma avrebbe divulgato materiale riservato sui tragici fatti che da via Fani portarono a via Caetani, materiale destinato alla Commissione Parlamentare di Inchiesta. La nuova inchiesta sul “Caso Moro” arriva dunque ad un punto importante: la perquisizone in casa del ricercatore storico ex membro delle BR Persichetti.

Nei suoi confronti la magistratura sta agendo per associazione sovversiva finalizzata al terrorismo e il favoreggiamento. Insomma, per gli inquirenti Persichetti avrebbe messo materiale top secret a disposizione di terzi non autorizzati

Caso Moro, perquisito l’ex brigatista rosso Persichetti indagato da Procura di Roma e Digos

Ad operare con mansioni di polizia giudiziaria la Digos della Polizia di Stato, che in una informativa del 9 febbraio scorso aveva girato i suoi verbali alla procura circa il reato su quel materiale “acquisito e/o elaborato dalla Commissione parlamentare d’inchiesta sul sequestro e l’omicidio di Aldo Moro”.

Il decreto di perquisizione porta la firma del sostituto Eugenio Albamonte e del capo dei requirenti di Piazzale Clodio, Michele Prestipino. Persichetti oggi è un divulgatore e ricercatore storico, autore di molti libri proprio sul caso Moro, e gli inquirenti vogliono individuare il canale di acquisizione degli atti di cui sarebbe entrato illegalmente in possesso e di cui avrebbe funto da “bouquet”. 

Caso Moro, perquisito l’ex brigatista rosso Persichetti: quel materiale “che scotta”

Quel materiale infatti è riservato e vanno conosciuti “i circuiti attraverso i quali detto materiale è venuto nella disponibilità di terze persone presso le quali la polizia giudiziaria ne ha accertato la disponibilità”. Paolo Persichetti fu il primo terrorista rosso estradato in Italia dalla Francia. Era in “esilio” e sotto l’ombrello della Dottrina Mitterand assieme ad altre “star” dell’eversione rossa armata come Cesare Battisti e Oreste Scalzone. Nel 1993 il suo arresto a Parigi, dove Persichetti era contumace e poi latitante rispetto ad una condanna a 22 anni per banda armata e concorso morale nell’omicidio del generale Licio Giorgieri

Caso Moro, perquisito l’ex brigatista rosso Persichetti difficile da estradare

Dopo 14 mesi venne liberato grazie all’intervento diretto di Mitterand e fra l’Eliseo e Roma scoppiò una grana politica grossa come una casa. Il governo Balladur stava per restituirlo all’Italia ma l’arrivo di Jacques Chirac, contrario a rimettere in discussione la dottrina Mitterrand, rimise tutto in gioco. Il 24 agosto del 2002, dopo essere stato fermato dalla polizia francese, alla fine Persichetti venne consegnato nottetempo alle autorità italiane sotto il Tunnel del Monte Bianco in esecuzione a quell’estradizione concessa dieci anni prima.

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