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Nuvole

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In meteorologia una nuvola, nel linguaggio scientifico chiamata più comunemente nube, è costituita da minute particelle d’acqua, cristalli di ghiaccio o entrambe le cose, sospese nell’atmosfera e solitamente non a contatto con il suolo.

La branca della meteorologia che studia le nuvole e i fenomeni ad esse collegati è detta nefologia.
Comunemente si parla di nubi per quanto riguarda masse visibili sopra la superficie terrestre, ma ugualmente si formano nubi anche su altri corpi planetari o satelliti.
Le nubi sono rappresentative – e sono a loro volta causa – di complessi fenomeni meteorologici, quali la pioggia, la neve e la grandine.

L’aspetto di una nube è determinata dalla natura, grandezza, numero e distribuzione nello spazio delle particelle che la costituiscono; dipende anche dall’intensità e dal colore della luce ricevuta dalla nuvola e dalla posizione relativa dell’osservatore e della sorgente di luce.

Formazione:
Le nubi sono prodotte dalla condensazione del vapore generato dall’evaporazione dell’acqua sulla superficie terrestre (contenuta nei mari, laghi, fiumi, etc.) a causa del riscaldamento solare. Il fenomeno, per quanto complesso, si può riassumere come segue:
A causa dell’irraggiamento solare la temperatura della superficie terrestre aumenta. Per conduzione termica il suolo caldo scalda anche l’aria a contatto con esso. Poiché l’aria calda è più leggera di quella fredda, essa si solleva generando una corrente ascensionale e portando con sé l’umidità contenuta.

Salendo, l’aria si raffredda, raggiungendo il punto di saturazione del vapore, il quale pertanto si trasforma in minuscole goccioline di acqua, che galleggiano nell’aria, formando per l’appunto le nubi. Se la temperatura è particolarmente bassa, queste si trasformano in microscopici cristalli di ghiaccio.

Si possono individuare quattro tipi fondamentali di nubi:
• i cirri, che appaiono come filamenti lunghi e bianchi; sono costituiti da cristalli di ghiaccio che li rendono traslucidi, e grazie alla loro disposizione si può sapere la direzione del vento in quota.
• i cumuli (o cumoli) che appaiono come grumi o globuli, isolati o a gruppi, di dimensioni e forme diversissime, bianchissimi ove colpiti dalla luce del sole, grigiastri ove all’ombra; sovrastano una corrente ascensionale;
• gli strati, spesso di estensioni notevoli;
• i nembi, la cui base appare grigia scura e che sono portatori di pioggia.
Sulla base dei tipi fondamentali sopra visti, si conviene classificare le nubi secondo l’altezza della loro base dal suolo in tre gruppi e dieci tipi: nubi alte (prefisso cirro-), nubi medie (prefisso alto-), nubi basse (prefisso strato-) e nubi a sviluppo verticale (prefisso cumulo-).

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