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Obama ha perso

La più secca sconfitta da oltre 70 anni, ben peggio di Clinton alle midterm del ’94, di Truman a quelle del ’46, ma inferiore, forse, a quella di Roosevelt nel ’38, quando il presidente del New Deal perdette sonoramente, mantenendo però ancora un ampio margine di una maggioranza che era stata, negli anni precedenti, bulgara, e restava di tutta tranquillità.
I numeri mettono la débâcle dei democratici e del presidente Obama tra i record negativi dell’intera storia elettorale americana. Di colpo i 52 deputati conquistati nelle due precedenti tornate, in contemporanea alle presidenziali del 2008 (più 21), e alle midterm del 2006 (più 31) sono andati abbondantemente perduti, e così pure un terzo abbondante dei 14 senatori che avevano ingrossato le file democratiche portandole a una maggioranza, in pratica, di nove seggi (con due indipendenti), che è adesso molto risicata.

Con Harry Truman i democratici nel 1946 persero 54 seggi alla Camera e 12 al Senato, un totale quindi di 66, mentre Obama potrebbe alla fine, sommando l’intero Congresso, non finire molto lontano dagli 80 eletti in meno.

Clinton nel 94 si fermò a 54 più 8, quindi 62 in meno.
Entrambi i president,i comunque, riuscirono a farsi rieleggere due anni dopo, nel 48 e nel 96. In particolare, fu miracolosa la rimonta di Truman, che nel 46 veniva dato come finito e aveva seri problemi di secessione interna. Un modello che lascia oggi ai democratici e a Obama, battuti e umiliati, qualcosa di più concreto di una semplice speranza.
Nel 46 i repubblicani conquistavano la maggioranza al Congresso per la prima volta dal 1928, e nel 94 per la prima volta dal 52, quando l’avevano raggiunta e tenuta per un biennio. Questa volta si fermano al controllo della sola Camera. Per trovare un passaggio così repentino e una così netta inversione di tendenza, dai trionfi delle due tornate precedenti alla sconfitta del 2 novembre 2010, occorre andare in anni molto lontani, al 1894, quando il democratico Grover Cleveland dovette subire la perdita di 116 deputati e 5 senatori (questi ultimi allora, e fino al 1917, erano scelti dalle assemblee di ciascun Stato e non eletti dal popolo).
Questo record negativo resta, anche per Obama, imbattibile.

Si vedrà nelle prossime ore, o giorni, se verrà superato quello di Roosevelt 1938, quando la perdita fu di 72 deputati e 7 senatori, ma lasciando maggioranze di quasi 100 seggi alla Camera e di oltre 40 al Senato.

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