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Obbligo vaccinale, parla l’ordine dei medici: “Sei mesi per fare effetto”

L'obbligo vaccinale non avrà effetto immediato. Per Filippo Anelli è un traguardo importante, ma bisogna anche pensare al breve periodo

Filippo Anelli

Da oggi, 8 gennaio 2022, è entrata in vigore la norma che prevede l’obbligo vaccinale per gli Over 50. Sebbene questa decisione sia stata condivisa da molti medici, la Federazione Nazionale degli Ordini dei Medici Chirurghi e degli Odontoiatri (FNOMCeO), pensa che ci vorrà del tempo prima che tale obbligo faccia effetto.

Obbligo vaccinale, il pensiero della Federazione Nazionale degli Ordini dei Medici Chirurghi e degli Odontoiatri (FNOMCeO)

Non si avrà un beneficio immediato vaccinando obbligatoriamente gli Over 50, questo si sapeva ma era necessario intervenire. A fare il punto della situazione è Filippo Anelli, presidente della FNOMCeO. Ai microfoni dell’Adnkronos, il presidente Anelli ha dichiarato: “Credo che le misure adottate dal Governo, in larga parte condivisibili, non diano una risposta immediata.

Penso in particolare all’obbligo di vaccino. Ci vorranno almeno 6 mesi per farlo attuare“.

Obbligo vaccinale efficace sul lungo periodo, servono misure immediate

Per Filippo Anelli, sarebbe necessario, in questa fase della quarta ondata, intervenire con provvedimenti che diano effetti immediati e non per forza a lungo termine, o almeno fare entrambe le cose. Anelli esclude il lockdown come nel 2020, ma reputa efficaci delle restrizioni per almeno un mese, mirate a ridurre i contagi.

Non solo obbligo vaccinale. Le proposte della FNOMCeO

La FNOMCeO non ha fatto solo chiacchiere, ma ha portato un piano concreto fatto di tre proposte. Ad elencarle è sempre Filippo Anelli, il quale ha dichiarato che le loro proposte sono: slittamento delle lezioni di 15 giorni, allungando la scuola a giugno; chiusura degli stadi, altro provvedimento importante auspicabile, insieme a un intervento sugli spettacoli che devono essere limitatissimi, o comunque con riduzioni notevoli;  restrizioni mirate per un mese, appunto, per ridurre le grandi aggregazioni dove il virus circola.

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