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Occupy Chicago vs Nato
Roma

Occupy Chicago vs Nato

Il vertice Nato di Chicago ,giunto alla sua conclusione, è stato contrassegnato dal movimento Occupy Wall Street, accorso in massa per protestare contro la guerra in Afghanistan, nelle piazze della città, da domenica fino alle 17 di ieri sera. In totale sono state arrestate 45 persone, di cui 3 accusate di preparare una bomba molotov. Alcuni veterani dell’Alleanza, in uniforme, hanno gettato a terra le medaglie ricevute per poi unirsi al corteo. Ecco in sintesi i dettami del vertice: nella dichiarazione finale , la Nato ha dichiarato di voler trasferire la responsabilità della sicurezza alle forze afghane entro la fine del 2013 , restando nel paese con un ruolo di solo sostegno fino al 2014 (Obama ha puntualizzato: “gli afghani non saranno mai abbandonati”). La exit strategy tuttavia, già di per sè complicata, è resa ancora più difficile dalla sorta di tassa di transito chiesta dal Pakistan per far uscire dal paese mezzi e uomini, che la Nato si rifiuta di pagare.

In tutto ciò Hollande, arrivato in ritardo, quando , ha fatto sapere al presidente e al segretario Nato che il ritiro dei soldati francesi avverrà quest’anno e non nel 2013 come gli altri alleati, affermando che “il ritiro non è negoziabile”; ha suggellato poi il suo primo atto di politica estera,spiegando che la Francia si sta impegnando a rimpiazzare il ruolo “canonico” dei militari con quello dell’addestramento delle truppe afghane e con l’erogazione di contributi finanziari. Il general Allen, comandante delle operazioni di guerra, ha assicurato che il ritiro dei 3.400 soldati francesi non creerà problemi nella sicurezza dell’Afghanistan ed anche Il segretario Rasmussen non ha potuto obiettare la scelta del premier francese, in quanto coerente con il programma. Gli alleati riuniti nel Summit di Chicago hanno altresì concordato all’unanimità ( solo la Russia ha storto il naso, ma poi si è adeguata), il lancio in Europa dello scudo antimissilistico, attraverso cui la Nato prevede di garantire entro il 2015/17, un sistema di difesa per i 28 paesi membri, contro la minaccia di testate missilistiche dei vicini “ostili”. Sono stati approvati infinee 20 progetti multinazionali, tra cui il sistema di sorveglianza con droni (Asg) con base a Sigonella e l’acquisto di robot sminatori.

L’obiezione più scontata è stata quella della crisi finanziaria che sta colpendo l’Europa, ma a quanto pare i soldi per le armi non mancano e gli indignati americani si sono giustamente accesi!

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