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Coronavirus, l’obesità aumenta il rischio di complicazioni

Secondo alcuni ricercatori inglesi, l'obesità sarebbe un fattore di rischio per chi contrae il Coronavirus.

Coronavirus, obesità fattore di rischio
Coronavirus: obesità come fattore di rischio secondo una ricerca inglese.

Secondo alcuni ricercatori inglesi, contrarre il Coronavirus in condizioni di obesità aumenterebbe il rischio di complicazioni. Le persone sovrappeso sarebbero maggiormente esposte per via del maggiore numero di adipociti presenti nel loro corpo, che fungono da “serbatoio virale” per la malattia.

Obesità e Coronavirus

Come per i pazienti diabetici di tipo 2, anche le persone affette da obesità presentano un grande numero di adipociti: le cellule possono inoltre guidare la produzione di miofibroplasti, uno dei principali motori della fibrosi polmonare. A condurre lo studio che ha prodotto questi risultati, il Servizio Sanitario Nazionale Public Health England, raccogliendo dati riguardo a pazienti positivi al Coronavirus.

“Il 75 per cento dei pazienti Covid-19 in terapia intensiva è sovrappeso.

In Inghilterra circa tre adulti su dieci sono clinicamente obesi”, spiegano i ricercatori, “cioè presentano un indice di massa corporea superiore a 30, uno dei tassi più alti nel mondo occidentale”.

Prevenire per tutelarsi

Gli esperti però specificano che sia prematuro stabilire la relazione tra obesità e Coronavirus, ci vuole tempo e cautela per affrontare diverse ipotesi. Un’ulteriore ricerca, pubblicato dall’Università di Liverpool, riporta che la mortalità per le persone gravemente sovrappeso aumenterebbe del 37%, dopo aver studiato circa 17mila pazienti ricoverati in ospedale.

“Le persone in sovrappeso dovrebbero pertanto attuare comportamenti preventivi ancora più rigorosi, dato che rientrano nelle categorie a rischio”, spiega Philipp Scherer, del Soutwestern Medical Center dell’Università del Texas, “Anche la perdita di peso sarebbe auspicabile, l’obesità rappresenta un pericolo per una serie di altre complicazioni cliniche”.

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