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Oil London, 18 interventi per diventare coreano: “Sono transrazziale e non binario”

L'influencer Oil London si è sottoposto a ben 18 interventi chirurgici per modificare il proprio aspetto e diventare coreano.

Oil London

L’influencer Oil London ha confessato di essersi sottoposti a 18 interventi chirurgici – per un totale di 170mila euro – al fine di somigliare alla popstar coreana Jimin dei BTS.

Oil London: gli interventi chirurgici

L’influencer Oil London ha annunciato via social di aver completato la sua transizione per diventare “coreano” e “transrazziale non binario”.

Lui stesso ha annunciato di essersi sottoposto a ben 18 interventi chirurgici (per un totale di oltre 170mila euro) al fine di realizzare il suo sogno e sentire finalmente di avere un corpo che gli appartenesse sul serio. “Finalmente sono coreano! Ho effettuato la transizione. Sono così felice di aver completato il mio cambiamento. Sono stato intrappolato per otto anni in un corpo che non era il mio“, ha annunciato via social mostrandosi per la prima volta dopo l’ultimo intervento da lui subito.

Oil London: le critiche

Sui social ovviamente non è mancato chi invece ha criticato l’influencer. Tra questi in tanti lo hanno accusato di essersi appropriato indebitamente di una cultura che non sarebbe la sua. “Questa è la mia cultura adesso. Il mio aspetto riflette questa cultura. Alcuni non capiranno, ma per chi ha seguito il mio viaggio negli ultimi otto anni, in cui sono stato molto infelice, questa notizia non suona come una novità”, ha replicato Oil London, che era intenzionato a somigliare il più possibile alla popstar coreana Jimin, dei BTS.

Oil London: i casi simili in Italia

Quello di Oil London non è l’unico caso di questo tipo e anzi, anche in Italia sono presenti personaggi del mondo dello spettacolo che hanno deciso di sottoporsi a decine d’interventi per modificare il proprio aspetto. Tra questi anche il Ken umano, Rodrigo Alves che dopo numerosi interventi per arrivare a somigliare al marito di Barbie ha deciso di cambiare genere, e oggi infatti si chiama Jessica.

Sono nata donna transgender. Nel corso degli anni ho cercato di conoscermi meglio dentro e sono sempre stata combattuta perché ho sempre sentivo di essere una donna. Ho capito che prima di tutto è importante amare se stessi. La mia priorità, al momento, è essere me stessa e la mia transizione. Vorrei avere un bambino, immagino la mia futura vita a prendermi cura del mio bambino, stare con qualcuno che mi ama e mi accetti per quello che sono. Ho sempre saputo di essere una donna, dall’età di tre, quattro, cinque, sei anni. Ho sempre giocato con le bambole ed ero in contatto con il mio lato femminile”, aveva confessato.

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