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Omicidio Chiara Gualzetti, aperta la camera ardente: perché è vestita con abiti medievali

Il papà di Chiara, Vincenzo Gualzetti, vuole ricordarla con gesti importanti "per evitare che si spengano i riflettori" e per "dare un senso alla vita".

Chiara Gualzetti camera ardente

Mercoledì 7 luglio si terranno i funerali di Chiara Gualzetti, già aperta invece la camera ardente: la giovane uccisa da un amico in provincia di Bologna, poco distante da casa, indossa abiti medievali.

Chiara Gualzetti, aperta la camera ardente

Chiara è stata uccisa nel paese in cui viveva, a Monteveglio, nel Bolognese.

Alle ore 9 di martedì 6 luglio è stata aperta la camera ardente a Bazzano, dove in molti sono arrivati per dare un ultimo saluto alla giovane così tragicamente uccisa.

La famiglia ha deciso di lasciare il feretro aperto, chiedendo a giornalisti e cameraman presenti di lasciare telecamere e macchine fotografiche fuori.

Chiara Gualzetti, aperta camera ardente: la giovane indossa abiti medievali

Chiara è vestita con un abito medievale. La decisione è stata presa per ricordare “l’amore e la passione” che aveva per la storia e le rievocazioni e per il tiro con l’arco. Così ha raccontato il padre della giovane.

Alla camera ardente sono state riprodotte anche alcune delle sue canzoni preferite, da De Gregori a Pino Daniele. Nonostante fosse nata a Bologna, la mamma ricorda il forte legame che sua figlia nutriva verso Napoli, città di origine dei genitori.

Inoltre, è stato allestito un maxi schermo sul quale sono state proiettate le foto di Chiara montate in un video.

Chiara Gualzetti, aperta camera ardente: il ricordo di papà Vincenzo

Nelle foto proiettate presso la camera ardente, Chiara è sorridente con i suoi boccoli e la treccia di capelli in mano. La giovane, infatti, aveva deciso di tagliarsi i capelli per donarli ai bambini colpiti da tumore.

A tal proposito, il padre ha commentato: “Questa era la generosità di mia figlia.

Quando ha saputo che l’Ageop raccoglieva capelli per i bambini che avevano bisogno di parrucche, dopo tanti anni di cure di quei capelli, ha deciso spontaneamente di tagliarli e di donarli. Questo era Chiara”. Per il papà, Chiara “merita di essere ricordata con atti importanti, faremo qualcosa di generosità”.

Vincenzo Gualzetti, all’uscita della camera ardente, ha parlato anche con i giornalisti, dichiarando: “Voglio mantenere la memoria di mia figlia viva”. Per lui, Chiara è vittima di femminicidio e vuole ricordarla aiutando, per esempio, le donne vittime di violenza oppure dando un sostegno ai ragazzi che vivono in una epoca pericolosa, confrontandosi con nuove fragilità.

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