Milano, omicidio di Guido Begatti: ritrovato cadavere il figlio
Milano, omicidio di Guido Begatti: ritrovato cadavere il figlio
Cronaca

Milano, omicidio di Guido Begatti: ritrovato cadavere il figlio

Omicidio di Guido Begatti
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Risolto l'omicidio di Guido Begatti: si tratta di un parricidio-suicidio. Il ritrovamento del cadavere del figlio lo conferma.

Omicidio di Guido Begatti probabilmente giunto ad una risoluzione. Il cadavere di un uomo è stato ritrovato qualche ora fa nei pressi delle rive del fiume Adda. Si tratta, con tutta probabilità, del figlio dell’uomo trovato morto nella sua abitazione lo scorso 28 novembre. Il giovane, Alberto Hugo Begatti, era scomparso da alcuni giorni. Ad alimentare i sospetti degli inquirenti, il ritrovamento della sua auto sulle sponde del fiume, precisamente a Rivolta D’Adda. Il corpo è stato invece ritrovato non troppo lontano, all’altezza di Comazzo, in provincia di Lodi. Gli investigatori che hanno condotto il caso sospettavano sin dagli albori che si trattasse di Alberto Hugo. L’ipotesi attualmente più accreditata è che il trentunenne si sia suicidato dopo aver strangolato il padre Guido.

Omicidio di Guido Begatti

Era lo scorso 28 novembre quando il corpo di Guido Begatti fu ritrovato nella sua abitazione milanese di Corso XXII marzo. Il cadavere dell’uomo giaceva probabilmente là da giorni.

A sorvegliarlo inizialmente c’era il figlio, Alberto Hugo, di origine cilena. Qualche giorno dopo di lui si sono perse tutte le tracce. La sua automobile, una Fiat Tipo, fu ritrovata parcheggiata vicino alle sponde del fiume Adda, più precisamente a Rivolta d’Adda. Non avendo nessun segno di scasso, gli inquirenti hanno subito pensato ad un allontanamento volontario da parte del giovane. Il cadavere di un uomo, 31 anni, ritrovato nella tarda mattina di oggi 30 novembre, non fa che confermare i sospetti. La vicenda dovrebbe essersi risolta nel più tragico degli epiloghi: si tratterebbe di un parricidio.

Alberto Hugo Begatti

Il 28 marzo fu ritrovato cadavere Guido Begatti, sessantanovenne residente a Milano, nella benestante zona di Corso XXII marzo. Probabilmente strangolato con una cintura, il suo corpo era avvolto dalle lenzuola. La porta della camera da letto sigillata con del silicone e all’esterno dell’abitazione era apparsa un’inquietante targhetta con le date di nascita e di morte del 69enne: “5 ottobre 1948 – 11 novembre 2017”. Da subito l’orientamento degli inquirenti si è rivolto verso il figlio, Alberto Hugo Benatti. Originario del Cile era stato adottato dalla famiglia Begatti sin dalla tenera età. Il giovane, 31 anni, avrebbe vegliato il cadavere del padre per qualche giorno prima di cedere alla pressione delle colpe.

Ritrovamento del cadavere

Prima di sparire, Alberto Hugo si era premurato di mandare una mail al veterinario del suo bassotto chiedendogli di occuparsene in sua assenza. Il veterinario si sarebbe recato nell’abitazione poco dopo, trovando le chiavi sotto lo zerbino ed una lettera. Insospettito, ha chiamato subito la polizia che ha fatto l’amara scoperta. Maria Josè Falcicchia, capo dell’Ufficio prevenzione generale, ha affermato di trattarsi di una morte violenta. Descrizione confermata anche dalla Squadra Mobile a seguito dei rilievi del caso. La decisione di sigillare l’ingresso con del silicone sarebbe sorta al fine di non emanare un cattivo odore e rallentare il processo di decomposizione. Alberto Hugo Benetti aveva perso la madre pochi anni fa. Da allora era caduto in depressione, tentando il suicidio.

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