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Omicidio Noemi, Gip: fidanzato pericoloso e può fuggire

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Lucio, il fidanzato killer di Noemi Durini, è in stato psicofisico labile, e potrebbe fuggire.Il gip del Tribunale per Minorenni mette in allerta. Nel frattempo c'è una sorta di guerra tra le due famiglie coinvolte.

Stato psicofisico labile di Lucio

Il gip del Tribunale per minorenni di Lecce mette tutti in allerta: Lucio, Il fidanzato assassino di Noemi Durini, la sedicenne uccisa a Specchia, ha un equilibrio psicofisico labile. Questa situazione potrebbe portarlo non solo a fuggire nuovamente da casa, ma anche ad essere pericoloso per se stesso e per i suoi familiari, come provano i tre Trattamenti sanitari obbligatori (Tso) subiti in un anno e richiesti – a quanto ci è dato sapere – proprio dalla sua famiglia.

Guerra tra famiglie

Prima le urla disperate del padre di Noemi contro il papà di Lucio, da lui accusato di aver avuto un ruolo nella tragica fine della figlia, poi le tre molotov lanciate l’altra notte contro l’abitazione della famiglia del fidanzato e assassino reo-confesso della povera ragazza adolescente. Dopo l’attentato, le misure di sicurezza sono ovviamente aumentate. Il prefetto di Lecce ha disposto la vigilanza sotto casa dei Durini e della famiglia di Lucio.

Il ragazzo era nella sua abitazione nel momento in cui è stato compiuto l’attentato, e ha dato l’allarme.

Le bottiglie incendiarie sono finite sul terrazzino dell’appartamento della frazione di Montesardo di Alessano, ma non sono esplose perché non innescate. Nessuna conseguenza, fortunatamente, ma l’attentato intimidatorio dimostra che ci sia una vera e propria guerra in atto tra le due famiglie. Era iniziata con tutti che accusano tutti, non si pensava si arrivasse a tanto.

Sul luogo dell’attentato i carabinieri hanno recuperato i cocci (per rilevare eventuali impronte) delle tre bottiglie di birra trasformate in molotov, lanciate dal lato dell’abitazione che affaccia su via Santa Barbara. I militari stanno inoltre cercando tutt’ora le immagini degli attentatori. Si spera di ricavare materiale utile dalle riprese degli impianti di sorveglianza della zona.

Appello del parroco e del vescovo

Sulla vicenda è intervenuto durante la messa del mattino il parroco di Specchia, don Antonio De Giorgi.

Il vescovo, monsignor Vito Angiuli, ha poi lanciato un appello a tutta la comunità: «Stiamo vivendo giorni terribili. Invito tutti i cittadini e i parrocchiani di Specchia a mantenere la calma ed il controllo delle parole e delle azioni e a non commettere gesti di cui poi potrebbero pentirsi perché non è con la vendetta che si ottiene giustizia per la povera Noemi». «La violenza porta solo altra violenza – aggiunge – in una spirale che alla fine rischia di distruggere anche l’ultimo brandello di umanità».

noemi

Decisione del gip

Tutto è accaduto alla vigilia della decisione del gip del Tribunale per i minorenni di Lecce che ha convalidato il fermo del diciassettenne per omicidio premeditato, aggravato dai futili motivi e dalla crudeltà. Ne ha disposto il trasferimento in una struttura protetta per minori fuori dalla Puglia. Nel provvedimento, il magistrato dichiara che il giovane ha un equilibrio psicofisico «labile» che potrebbe portarlo non solo a fuggire nuovamente da casa, ma anche ad essere pericoloso per tutti. Lui compreso, perché potrebbe avere anche tendenze di autolesionismo

Al momento non è dato di sapere quando il minorenne sarà trasferito nell’Istituto protetto per minori fuori regione, che sarà scelto sulla base di una valutazione dei servizi sociali e degli psichiatri che lo stanno seguendo. Il giudice ha convalidato il fermo solo in relazione al reato di omicidio volontario pluriaggravato, ma non per l’occultamento di cadavere, che viene anche contestato all’indagato dal pm Anna Carbonara. L’incarico di compiere l’autopsia di Noemi Durini sarà conferito il 19 settembre, al medico legale Roberto Vaglio. Il medico è stato convocato presso la Procura per i minorenni di Lecce dal pubblico ministero inquirente Anna Carbonara.

Indagini sul padre dell’assassino

Sull’omicidio di Noemi è al lavoro anche la Procura ordinaria di Lecce, che ha indagato il papà del diciassettenne per concorso in sequestro di persona e occultamento di cadavere. Gli investigatori stanno rileggendo le sue dichiarazioni rese a verbale tra la scomparsa della ragazza (il 3 settembre) fino al ritrovamento del cadavere (il 13 settembre).

Il 9 settembre l’uomo dice ai militari di aver saputo più volte dal figlio che «Noemi lo incitava ad ammazzare me e mia moglie» (la stessa versione fornita dal 17enne durante la confessione del delitto) e che la sedicenne «stava raccogliendo danaro» da dare ad un giovane di Patù «che, dopo aver comprato una pistola, mi doveva ammazzare». L’11 settembre il 61enne dice, però, di avere dubbi sulla versione del figlio in relazione alla scomparsa della giovane e ammette per la prima volta: «Ho paura che abbia fatto del male a quella ragazza. Dubbi atroci che ho anche rappresentato all’avvocato».

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