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Omicidio Noemi: trasferimento fuori Puglia per il fidanzato, convalidato il fermo

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E' ormai vicino il trasferimento fuori dalla Puglia per l'assassino di Noemi Durini, la ragazza uccisa dal fidanzato che poi ha confessato l'omicidio.

E’ ormai vicino il trasferimento fuori dalla Puglia per l’assassino di Noemi Durini, la ragazza uccisa dal fidanzato che poi ha confessato l’omicidio.

Omicidio Noemi, vicino il trasferimento del fidanzato fuori dalla Puglia

Il fidanzato di Noemi, colpevole e reo confesso dell’omicidio in cui ha perso la vita la giovane, è pronto per essere trasferito fuori dalla Puglia.

In particolare, il diciassettenne di Alessano, in provincia di Lecce, è accusato di omicidio colposo premeditato, aggravato dalla crudeltà e dai futili motivi.

Il Gip, Ada Colluto, ha convalidato il fermo e ha disposto inoltre il trasferimento del ragazzo in un istituto protetto fuori regione per minori, sposando in questo modo l’impostazione della pm Anna Carbonara.

Proseguono le indagini, possibile l’ipotesi di un complice

Nel frattempo continuano le indagini sull’omicidio di Noemi, che potrebbero anche rivelare delle clamorose svolte.

In particolare, esiste la possibilità che il ragazzo non abbia agito da solo. Che questa sia una ipotesi al vaglio degli investigatori, lo si può notare innanzitutto dall’ordinanza con cui il Gip ha deciso la custodia in carcere minorile per il giovane. Infatti, il fermo è stato convalidato per omicidio colposo premeditato, aggravato dalla crudeltà e dai futili motivi. Ma non per il reato di occultamento di cadavere.

Inoltre, ci sarebbero anche alcune testimonianze che potrebbero confermare l’ipotesi che il giovane sia stato aiutato da un complice.

In particolare, un uomo ha affermato di aver visto un’altra auto quella notte: “Quella notte percorrevo quella strada. C’era appostato questo ragazzo alle ore 3 e mezza di notte a bordo di una 500 bianca. Stava da solo in macchina. Andando verso l’incrocio sulla destra vedo sfrecciare una Seat davanti a me, Ibiza verdone vecchio modello”, ha dichiarato il testimone.

Su quanto accaduto è intervenuto anche un ex fidanzato di Noemi, che ha raccontato: “Un giorno Noemi è venuta da me, aveva due lividi, aveva detto che aveva avuto una discussione con il 17enne.

Mi aveva mostrato graffi sulla gamba, l’addome, il collo. Non era più un rapporto era diventato una possessione”.

Minacce nei confronti dei legali del ragazzo

Dopo l’ondata di insulti nei confronti del ragazzo che ha ucciso la fidanzata Noemi, sul web si sono scatenati anche commenti pesanti nei confronti dei legali del diciassettenne. In particolare, a Paolo Pepe, l’avvocato nominato dalla famiglia del ragazzo, è stato riempito di minacce e di insulti.

La famiglia di Noemi, invece, ha deciso di affidarsi a Giulia Buongiorno, da anni impegnata con la sua associazione Doppia Difesa nell’assistenza alle vittime di stalking e violenze

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