Omicidio Varani: confermati 30 anni a Foffo
Cronaca

Omicidio Varani: confermati 30 anni a Foffo

Confermata la condanna a 30 anni di reclusione per Manuel Foffo, giudicato responsabile dell'omicidio volontario di Luca Varani.

La prima corte di Assise del Tribunale di Roma ha confermato la condanna a 30 anni emessa nei confronti di Manuel Foffo.

L’accusa di omicidio volontario

Il giovane era sotto processo per l‘omicidio di Luca Varani, un giovane romano sequestrato, drogato, seviziato e infine ucciso da Foffo. Dell’omicidio era stato accusato anche Marco Prato, trentenne organizzatore di eventi gay suicidatosi però in carcere il giorno prima dell’inizio del processo.
I giudici, confermando la condanna ricevuta in primo grado per omicidio volontario hanno quindi riconosciuto l’aggravante della crudeltà.

Una macabra avventura

L’omicidio, uno dei più macabri degli ultimi anni, era stato il frutto di una pianificazione, che – secondo la confessione dello stesso Foffo – aveva visto i due complici organizzarsi per cercare una vittima con il preciso intento di ucciderla.
“Eravamo usciti in macchina la sera prima sperando di incontrare qualcuno, poi abbiamo pensato a quel ragazzo, conosciuto in chat dal mio amico”.
Così il giovane al Pubblico Ministero, al quale raccontò di come dopo aver invitato Varani presso la propria abitazione, il giovane venne drogato, immobilizzato e messo nella condizione di non poter urlare, per poi venire seviziato e torturato per numerose ore prima di essere ucciso con coltellate e martellate: almeno una trentina secondo le perizie di allora.

Il tentativo di coprire l’omicidio

I due giovani avevano poi cercato di disfarsi delle prove buttando in un cassonetto vestiti e cellulare della vittima, ma furono i rimorsi di coscienza di Foffo che lo portarono a confessare l’omicidio al padre, che si rivolse subito ai carabinieri, permettendo il ritrovamento del corpo del giovane.
Dal processo è emerso che i due prima di imbattersi in Varani – conosciuto via chat da Prato – avrebbero invitato altre persone a partecipare al festino, senza però riuscirci.

Consumate grosse quantità di cocaina

I due avevano consumato grosse quantità di cocaina nel giorno precedente l’omicidio, acquistandone per circa 1000 euro, per poi imbarcarsi in questa macabra avventura, soltanto, usando le parole di Foffo, “per vedere che effetto fa uccidere qualcuno”.

Rifiutata la linea della difesa

La difesa aveva cercato di invocare l‘incapacità di intendere e di volere, affermando che la personalità soverchiante di Prato aveva preso il sopravvento, ma la decisione dei giudici dimostra di come sia stato invece ritenuto responsabile delle proprie azioni senza nessuna attenuante. Nella sua requisitoria, il procuratore ha argomentato come quella effettuata da Foffo, rispetto alla scelta effettuata da Prato, fosse la scelta più vantaggiosa: confessare e fingersi incapace di intendere e volere.

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